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Carlo A. Pelanda
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IL PUNTO

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28/9/2026

Motivi per cui il mercato non sconta il caso peggiore

Il mercato finanziario globale non sta scontando il caso peggiore nonostante la persitenza delle turbolenze conflittuali ad elevato impatto economico, per esempio l’inflazione energetica, la poca convergenza sostanziale del G2 tra Stati Uniti e Cina nel recente summit di Washington, ecc. Si tratta di “negazione del pericolo” o di calcolo razionale che trova segnali di prevalenza dell’utilità per tutti gli attori globale principali di non portare le situazioni oltre la soglia della destabilizzazione? Per rispondere ho scelto una serie di indicatori. Il primo mostra una situazione dove, semplificando, tutti gli attori statali principali parlano con tutti gli altri, anche tra nemici con formula riservata. Segnale stabilizzante? Utile, ma se preso da solo non sufficiente per probabilizzare una tendenza calmierante perché potrebbe indicare solo tregue o conquiste di tempo per attori che devono portare la loro deterrenza e/o capacità militare ad un livello di maggiore efficacia. Oppure aspettano il depotenziamento dell’avversario, per esempio comportamento evidente di Pechino che si ritiene potenza globale emergente sostitutiva degli Stati Uniti nel lungo termine. Quindi ho cercato un secondo indicatore da fonti informative che lo usano come misura di divergenza/convergenza: cosa si dicono gli attori divergenti a porte chiuse? In generale, pur in situazioni negoziali non facili, emerge nel complesso il riconoscimento che l’intensificazione o perdurare di un conflitto non è considerato utile. Dato sufficiente per impostare uno scenario? Non ancora, serve un indicatore oggettivo della sostenibilità di un conflitto armato o economico (sanzioni, dazi) da parte degli attori. Questo terzo indicatore composto ha mostrato che tutti gli attori principali hanno limiti di sostenibilità entro un raggio temporale di 2-3 anni, ma alcuni di pochi mesi, in cui devono risolvere la crisi per non averne una interna grave: America, Cina, Russia, Ue ed Iran. Da questo dato si può impostare uno scenario? Si può stimare la probabilità prevalente, per interesse di ciascun attore, di una tregua in termini di riduzione dei conflitti cinetici ed economici più intensi, ma non di pace. Con quale vettore probabilistico proiettivo nel lungo termine? Il consolidamento di un modello bipolare globale dove America e Cina competono per la superiorità (tecnologica, militare, economica) ma evitando un conflitto aperto tra loro, pur ambedue con strategia di allineamento del resto del mondo ai propri interessi, una nuova Guerra fredda, ma con confini tra i due blocchi più aperti per reciproco interesse. Non è ancora valutabile una riconvergenza forte euroamericana, ma c’è evidenza che la divergenza si sia ridotta. E non è escludibile che l’Ue diventi un attore ri-globalizzante se non fosse scossa da fenomeni di frammentazione interna. In sintesi, il mondo non è né sarà in pace, ma nemmeno in tendenza di destabilizzazione totale pur nella persistenza di situazioni conflittuali latenti e localmente accese. Quindi il mercato è corretto nel non scontare il caso peggiore sul lato della geopolitica economica pur poco probabile uno migliore di ristabilizzazione generalizzata, comunque situazione a cui il mercato stesso può adattarsi.

ARCHIVIO

La forma economica del nuovo mondo bipolare

Allo sviluppo dell’Intelligenza artificiale manca quella individualizzabile

Dall’istruzione al potere cognitivo di massa

La guerra continua

Nonostante il dialogo sino-americano la guerra economica continuerà

La priorità di una dedebitazione parziale secca

Ecco la nuova economia della deterrenza

L’avvio dell’ecoadattamento realistico

La trasformazione dell’immigrazione in capitale

La priorità del nucleare di nuova generazione

Prestito irredimibile vs tassa extraprofitti

Europa estroversa vs Ue introversa

La posta in gioco è il dominio del triangolo India-Mediterraneo-Africa

La ricerca per una nuova (ri)globalizzazione

Più G7 contro le crisi multiple

Verso un triumvirato che salverà l’Ue

Dall’irrealismo all’ecorealismo, lentamente

La priorità dell’operazione patrimonio contro debito

Tardare il taglio dei tassi è un errore

Si intravedono i primi passi di esoindustrializzazione

La crisi del Mar Rosso impone scelte forti all’Italia

La presidenza del G7 come occasione per Roma di imparare il ruolo di esportatore attivo di sicurezza

La difesa della fiducia in un mondo metastabile

La relazione tra capitale e avvio della biocibernazione

La necessità di integrare finanza pubblica e privata per gli investimenti di sicurezza militare

Verso una ristabilizzazione geopolitica globale

Ridurre la vulnerabilità per poter calcolare il rischio

L’irruzione dell’AI implica una rivoluzione cognitiva di massa

Più risparmio verso investimenti produttivi

Serve una scienza della dedebitazione

Il possibile scenario “Dedebiting EU”

Necessario accelerare un Piano Enrico Fermi nell’Ue

Come adattarsi all’ecomutamento

Macron pensa di usare la Cina ma è Pechino che sfrutta lui

L’ambiguità della Bce è un pericolo se non corretta

Basta alluvioni e siccità estreme: è possibile

Come ridurre il costo di eventi meteo estremi

Convergenza euroamericana vs. autonomia strategica Ue

L’Ue è importante oltre sé stessa


Un futuribile Song sostituivo dei Brics

I motivi per meno pessimismo e più ottimismo

Serve una nuova Bretton Woods (digitale)

Compensazioni Ue per le aziende italiane sanzionate dalla Russia

Avviare un’ecopolitica realistica nell’Ue

La necessaria evoluzione dell’offerta turistica

Più capitale privato per la proiezione in Africa

Dalla priorità della decarbonizzazione a quella dell’ecoadattamento

La priorità a breve e a lungo di costruire la fiducia economica

Abolire il termine finanza ombra per quella non bancaria

L’opportunità per una nuova industria cinematografica italiana

Europa: meno di un’unione ma più di un’alleanza

Più garanzia di sicurezza ad Israele per ridurne l’aggressività

Operazione vetrina per capitalizzare le imprese italiane

L’attrazione di capitale è più utile degli investimenti a debito

Verso la convergenza tra sostenibilità ambientale ed economica

Perché l'Ue deve diventare più estroversa

L’evoluzione del G7 verso una comunità di difesa

La svolta di Israele

Verso il nuovo nucleare ed un eco-adattamento realistico

La strategia del Kissinger inverso

Il potenziale negoziale dell’Ue con Trump è forte

Le sfide della nuova Guerra fredda

L’Ue ha una struttura economica forte che dopo cambiamenti le darà un destino positivo

La sicurezza richiede un’economia della deterrenza

Verso la nuova strategia di politica industriale

Italia globale, missione possibile

I motivi concreti per un’Italia ottimista

Mondo turbolento, ma improbabile il caso peggiore

Serve un Consiglio per la sicurezza nazionale sistemica

La priorità del nucleare innovativo

L’America dovrà correggere l’eccesso di americanismo

Riflessioni di minoranza sull’effetto Pax Mediterranea di un presidio statunitense dell’area

La strategia geoeconomica dell’Italia nel cambio di mondo

Soluzioni per una riconvergenza euroamericana

Primi segnali per una riconvergenza euroamericana pragmatica

Come estrarre burro dai cannoni

Il mondo finanziario ha la necessità di moderare Trump

Benefici sistemici del riarmo europeo a date condizioni

In America cresce la pressione per moderare gli eccessi controproducenti

Probabilità di una futura correzione interna degli eccessi di Trump

La rilevanza di un accordo Ue – Regno Unito

Verso la riconvergenza tra America ed alleati

Verso una configurazione bipolare del globo, ma meno conflittuale

Verso un mercato integrato del Mediterraneo

Verso un mondo bipolare, ma con varchi

Motivi per un ottimismo economico non eccessivo

La gestione di uno scenario conflittuale continuo via Nova Pax

Passi avanti della convergenza euroamericana nella Nato

L’effetto stimolativo degli investimenti per la sicurezza

In bilico tra escalation e de-escalation

La ricerca della fiducia finanziaria in un’era metastabile

Eurodome per la sicurezza e la reindustrializzazione innovativa dell’Ue

La nuova età della robotica autonoma richiede più potere cognitivo degli umani

Programmi integrati per trainare la reindustrializzazione europea

La nuova ecostrategia centrata sul (mini)nucleare di nuova generazione

La nuova ricerca sul ciclo del capitale per la sicurezza

Roma sempre più centrale per un mercato mediterrane

La priorità di una struttura di investimento reciproco italo-americana

Evoluzione dello scenario globale

La ricerca di un pilastro geopolitico per la fiducia economica globale

Eurodome come migliore combinazione per la sicurezza e sviluppo europei

Per un' espansione geoeconomica globale dell' Ue

La ricerca per la deterrenza senza cadere in un’economia di guerra

Verso una Ue globale, ma con prudenza

L’effetto stimolativo dell’interazione non bellicista militare-civile

Verso Ekuméne

Dalla glaciologia dati più precisi per gli ecoscenari

Per una metamoneta sostitutiva delle similmonete private e come strumento antidebito

Tre anni per compensare sul piano globale il gap di export verso gli Usa

Necessario e possibile aumentare il potere minerario italiano

Più attenzione alla strategia espansiva dell’Ue

Verso un ecoadattamento attiv

Un passo verso Ekumene in un Mediterraneo aperto

L’armonizzazione tra requisiti economici ed ambientali

Dopo il Pnrr servirà un programma nazionale di dedebitazione

Capire il problema dell’America e mantenere la convergenza euroamericana

L’Ue non perda l’opportunità del Mercosur

Scenario di “stabilità dinamica” 2026-28

Agli accordi doganali dell’Ue serve un adattamento pragmatico

La ricerca su un nuovo ordine mondiale

Una strategia Ue per contenere l’anomalia Trump

Riglobalizzazione con traino Ue

Esoeconomia in accelerazione

Motivi di interesse reciproco per mantenere l’alleanza euroamericana

Come trasformare il costo ecoadattivo in investimento

Il cambiamento di regime in Iran favorisce un mercato mediterraneo globocentrico

Il tempo è la variabile critica per ridurre il rischio economico Iran

L’incertezza energetica deve accelerare le mini centrali nucleari nell’Ue

Il conflitto del Golfo pone problemi a breve, ma apre opportunità nel lungo

Verso una comunità economica globale eurocentrica

Scenari per la soluzione della crisi del Golfo

Ora il punto è la libertà di navigazione nello stretto di Hormuz

Accelerare il nucleare di nuova generazione

Serve un ingaggio attivo degli europei per la sicurezza di Hormuz

Riconvergenza euroamerica per evitare il peggio

Possibile indurimento nella strategia cinese

L’accelerazione del nucleare di nuova generazione

Europa come servizio non denazionalizzante utile per le euronazioni

Verso una Nato globale

La soluzione di un progetto Lago Adriatico

Serve un Open Gate globale ed intraeuropeo

La ricerca di un terzo moltiplicatore per l’Italia

Programma Dinamo per aumentare l’offerta di energia a basso costo

Dalla Nato alla Free Community per la sicurezza globale

Dalla Nato alla Free Community per la sicurezza globale

La riqualificazione competitiva dell’Italia richiede un modello (eco)sistemico

L’America fornitrice di sicurezza a pagamento è un errore

La deterrenza via superiorità tecnologica per evitare guerre

E’ tempo di svoltare verso l’ecologia artificiale

E’ tempo di svoltare verso l’ecologia artificiale

E’ tempo di svoltare verso l’ecologia artificiale

L’espansione di Horizon nel Pacifico è un moltiplicatore

La tecnorivoluzione chiama la cibernetica tutoriale

La tecnorivoluzione chiama la cibernetica tutoriale

L’opportunità di un fondo Energitaly ad alta moltiplicazione finanziaria

L’effetto stabilizzante della diplomazia segreta

Inizia la ricerca per una metamoneta delle democrazie

Il ritorno dell’Italia al realismo energetico

Il potenziale europeo è maggiore di quello percepito

Motivi per cui il mercato non sconta il caso peggiore

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