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Carlo A. Pelanda
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IL PUNTO

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6/7/2026

Dalla Nato alla Free Community per la sicurezza globale

Nell’occasione del summit Nato di Ankara ho chiesto ai colleghi del mio gruppo di ricerca Stratematica, per lo più operanti in università e think tank dell’area G7 e dintorni compatibili, di impostare uno scenario di evoluzione della Nato stessa calibrato su tre requisiti: a) sicurezza globale; b) evoluzione tecnologica e cognitiva degli strumenti bellici; c) relazione reciprocamente stimolativa tra industria militare e civile. Nei dialoghi di preparazione via videocall criptate ho annotato che i colleghi più inclini al pacifismo idealistico, per lo più di sinistra o assimilabili ad essa, si sono spostati, pur con riluttanza, verso il realismo di un pacifismo via superiorità e deterrenza nei confronti di attori statali, e non, inclini alla violenza perché hanno preso atto di un deterioramento dell’ordine globale con la conseguenza di un aumento dei conflitti. Ciò ha portato ad una convergenza nel gruppo tra sinistra antropologicamente ottimista (Russeau) e destra pessimista (Hobbes, homo homini lupus) permettendomi una proposta di sintesi: cerchiamo un leviatano intelligente ma non brutale, cioè una convergenza tra Hobbes e Russeau (dopo circa quattro secoli di opposizione nelle Scienze politiche) come strumento di filosofia morale vettoriale per la ricostruzione dell’ordine mondiale da parte di un’alleanza sufficientemente grande di democrazie. Tornando ad Ankara – che spero nel prossimo futuro possa aderire agli Accordi di Abramo così come l’Arabia per facilitare la fine della divergenza con Israele per una Ekumene mediterranea costiera e profonda - vorrei segnalare la priorità di rendere la Nato parte di un’organizzazione globale di sicurezza. Da un lato, la tendenza c’è da tempo: quattro nazioni del Pacifico dette Indo Pacific 4 (Giappone, Australia, Corea del Sud e Nuova Zelanda) partecipano ai summit Nato annuali. Dall’altro, pur presente nel settore industriale, manca una struttura di coordinamento integrativo tra Atlantico e Pacifico. Cioè l’America vuole tenere per sé la connessione della sicurezza tra i due oceani. Ma dovendo spostare più risorse di sicurezza nel Pacifico perché, pur superpotenza, è troppo piccola per sostenere un presidio globale sarebbe vantaggioso anche per Washington accettare un sistema di difesa basato sull’interoperabilità dei mezzi (standard comuni) delle nazioni euroatlantiche e del Pacifico. Cioè la Nato dovrebbe diventare un pezzo di una più grande organizzazione di sicurezza e difesa globale integrata, chiamiamola provvisoriamente Free Community con inclusione progressiva di tutte le democrazie e nazioni compatibili del pianeta. Il principio è semplice: creare un’organizzazione più grande e potente del blocco sinocentrico per condizionarne i comportamenti e sostenere la tenuta politica ed economica delle democrazie partecipanti (ora a rischio). Ad Ankara 2026 non vi saranno riferimenti espliciti alla strategia qui abbozzata, ma sollecito qui gli attori europei e del Pacifico a fare qualche accenno informale e prendere appuntamenti specifici. Il nuovo programma di ricerca in geopolitica economica che ho lanciato è una evoluzione di quello titolato (nel 2013) “Deglobalizzazione conflittuale e riglobalizzazione selettiva” con enfasi sulla seconda. Il programma è aperto ai ricercatori che vogliono partecipare.

ARCHIVIO

La forma economica del nuovo mondo bipolare

Allo sviluppo dell’Intelligenza artificiale manca quella individualizzabile

Dall’istruzione al potere cognitivo di massa

La guerra continua

Nonostante il dialogo sino-americano la guerra economica continuerà

La priorità di una dedebitazione parziale secca

Ecco la nuova economia della deterrenza

L’avvio dell’ecoadattamento realistico

La trasformazione dell’immigrazione in capitale

La priorità del nucleare di nuova generazione

Prestito irredimibile vs tassa extraprofitti

Europa estroversa vs Ue introversa

La posta in gioco è il dominio del triangolo India-Mediterraneo-Africa

La ricerca per una nuova (ri)globalizzazione

Più G7 contro le crisi multiple

Verso un triumvirato che salverà l’Ue

Dall’irrealismo all’ecorealismo, lentamente

La priorità dell’operazione patrimonio contro debito

Tardare il taglio dei tassi è un errore

Si intravedono i primi passi di esoindustrializzazione

La crisi del Mar Rosso impone scelte forti all’Italia

La presidenza del G7 come occasione per Roma di imparare il ruolo di esportatore attivo di sicurezza

La difesa della fiducia in un mondo metastabile

La relazione tra capitale e avvio della biocibernazione

La necessità di integrare finanza pubblica e privata per gli investimenti di sicurezza militare

Verso una ristabilizzazione geopolitica globale

Ridurre la vulnerabilità per poter calcolare il rischio

L’irruzione dell’AI implica una rivoluzione cognitiva di massa

Più risparmio verso investimenti produttivi

Serve una scienza della dedebitazione

Il possibile scenario “Dedebiting EU”

Necessario accelerare un Piano Enrico Fermi nell’Ue

Come adattarsi all’ecomutamento

Macron pensa di usare la Cina ma è Pechino che sfrutta lui

L’ambiguità della Bce è un pericolo se non corretta

Basta alluvioni e siccità estreme: è possibile

Come ridurre il costo di eventi meteo estremi

Convergenza euroamericana vs. autonomia strategica Ue

L’Ue è importante oltre sé stessa


Un futuribile Song sostituivo dei Brics

I motivi per meno pessimismo e più ottimismo

Serve una nuova Bretton Woods (digitale)

Compensazioni Ue per le aziende italiane sanzionate dalla Russia

Avviare un’ecopolitica realistica nell’Ue

La necessaria evoluzione dell’offerta turistica

Più capitale privato per la proiezione in Africa

Dalla priorità della decarbonizzazione a quella dell’ecoadattamento

La priorità a breve e a lungo di costruire la fiducia economica

Abolire il termine finanza ombra per quella non bancaria

L’opportunità per una nuova industria cinematografica italiana

Europa: meno di un’unione ma più di un’alleanza

Più garanzia di sicurezza ad Israele per ridurne l’aggressività

Operazione vetrina per capitalizzare le imprese italiane

L’attrazione di capitale è più utile degli investimenti a debito

Verso la convergenza tra sostenibilità ambientale ed economica

Perché l'Ue deve diventare più estroversa

L’evoluzione del G7 verso una comunità di difesa

La svolta di Israele

Verso il nuovo nucleare ed un eco-adattamento realistico

La strategia del Kissinger inverso

Il potenziale negoziale dell’Ue con Trump è forte

Le sfide della nuova Guerra fredda

L’Ue ha una struttura economica forte che dopo cambiamenti le darà un destino positivo

La sicurezza richiede un’economia della deterrenza

Verso la nuova strategia di politica industriale

Italia globale, missione possibile

I motivi concreti per un’Italia ottimista

Mondo turbolento, ma improbabile il caso peggiore

Serve un Consiglio per la sicurezza nazionale sistemica

La priorità del nucleare innovativo

L’America dovrà correggere l’eccesso di americanismo

Riflessioni di minoranza sull’effetto Pax Mediterranea di un presidio statunitense dell’area

La strategia geoeconomica dell’Italia nel cambio di mondo

Soluzioni per una riconvergenza euroamericana

Primi segnali per una riconvergenza euroamericana pragmatica

Come estrarre burro dai cannoni

Il mondo finanziario ha la necessità di moderare Trump

Benefici sistemici del riarmo europeo a date condizioni

In America cresce la pressione per moderare gli eccessi controproducenti

Probabilità di una futura correzione interna degli eccessi di Trump

La rilevanza di un accordo Ue – Regno Unito

Verso la riconvergenza tra America ed alleati

Verso una configurazione bipolare del globo, ma meno conflittuale

Verso un mercato integrato del Mediterraneo

Verso un mondo bipolare, ma con varchi

Motivi per un ottimismo economico non eccessivo

La gestione di uno scenario conflittuale continuo via Nova Pax

Passi avanti della convergenza euroamericana nella Nato

L’effetto stimolativo degli investimenti per la sicurezza

In bilico tra escalation e de-escalation

La ricerca della fiducia finanziaria in un’era metastabile

Eurodome per la sicurezza e la reindustrializzazione innovativa dell’Ue

La nuova età della robotica autonoma richiede più potere cognitivo degli umani

Programmi integrati per trainare la reindustrializzazione europea

La nuova ecostrategia centrata sul (mini)nucleare di nuova generazione

La nuova ricerca sul ciclo del capitale per la sicurezza

Roma sempre più centrale per un mercato mediterrane

La priorità di una struttura di investimento reciproco italo-americana

Evoluzione dello scenario globale

La ricerca di un pilastro geopolitico per la fiducia economica globale

Eurodome come migliore combinazione per la sicurezza e sviluppo europei

Per un' espansione geoeconomica globale dell' Ue

La ricerca per la deterrenza senza cadere in un’economia di guerra

Verso una Ue globale, ma con prudenza

L’effetto stimolativo dell’interazione non bellicista militare-civile

Verso Ekuméne

Dalla glaciologia dati più precisi per gli ecoscenari

Per una metamoneta sostitutiva delle similmonete private e come strumento antidebito

Tre anni per compensare sul piano globale il gap di export verso gli Usa

Necessario e possibile aumentare il potere minerario italiano

Più attenzione alla strategia espansiva dell’Ue

Verso un ecoadattamento attiv

Un passo verso Ekumene in un Mediterraneo aperto

L’armonizzazione tra requisiti economici ed ambientali

Dopo il Pnrr servirà un programma nazionale di dedebitazione

Capire il problema dell’America e mantenere la convergenza euroamericana

L’Ue non perda l’opportunità del Mercosur

Scenario di “stabilità dinamica” 2026-28

Agli accordi doganali dell’Ue serve un adattamento pragmatico

La ricerca su un nuovo ordine mondiale

Una strategia Ue per contenere l’anomalia Trump

Riglobalizzazione con traino Ue

Esoeconomia in accelerazione

Motivi di interesse reciproco per mantenere l’alleanza euroamericana

Come trasformare il costo ecoadattivo in investimento

Il cambiamento di regime in Iran favorisce un mercato mediterraneo globocentrico

Il tempo è la variabile critica per ridurre il rischio economico Iran

L’incertezza energetica deve accelerare le mini centrali nucleari nell’Ue

Il conflitto del Golfo pone problemi a breve, ma apre opportunità nel lungo

Verso una comunità economica globale eurocentrica

Scenari per la soluzione della crisi del Golfo

Ora il punto è la libertà di navigazione nello stretto di Hormuz

Accelerare il nucleare di nuova generazione

Serve un ingaggio attivo degli europei per la sicurezza di Hormuz

Riconvergenza euroamerica per evitare il peggio

Possibile indurimento nella strategia cinese

L’accelerazione del nucleare di nuova generazione

Europa come servizio non denazionalizzante utile per le euronazioni

Verso una Nato globale

La soluzione di un progetto Lago Adriatico

Serve un Open Gate globale ed intraeuropeo

La ricerca di un terzo moltiplicatore per l’Italia

Programma Dinamo per aumentare l’offerta di energia a basso costo

Dalla Nato alla Free Community per la sicurezza globale

Dalla Nato alla Free Community per la sicurezza globale

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