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Carlo A. Pelanda
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IL PUNTO

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11/5/2026

Possibile indurimento nella strategia cinese

I comportamenti aggressivi/americanisti di Trump hanno indebolito la convergenza tra America ed alleati creando uno spazio geopolitico potenziale di maggiore influenza cinese nel mondo. Opportunità finora perseguita da Pechino sia evitando un conflitto aperto e simmetrico con Washington – pur non rinunciando ad espressioni verbali ed azioni riservate di contrasto - sia con una comunicazione diplomatica finalizzata ad una difesa di un mercato globale fluido contrapposta al dazismo protezionista statunitense. Fino a poco tempo fa era evidente nell’analisi strategica cinese l’interesse a consolidare una relazione G2 stabilizzata – pur in formato di cooperazione intrabellica – con l’America considerandola potenza cedente in prospettiva, ma ancora dotata di superiorità militare per un certo periodo. Semplificando, la Cina percepiva un destino di prima potenza globale che rendeva inutili conflitti oltre soglia con gli Stati Uniti nel breve-medio. Tuttavia, da qualche settimana stanno emergendo segnali di modifiche nel pensiero strategico cinese. Il rischieramento della forza militare statunitense nel Pacifico in funzione anticinese smentisce la dottrina del ritiro americano nell’emisfero verticale delle Americhe. Inoltre, lo spazio geopolitico lasciato contendibile dagli errori americanisti di Washington sta favorendo più l’espansione globale eurocentrica, via trattati doganali zero dazi, che non la Cina: India, Mercosur, Canada, Giappone, in prospettiva Australia, Indonesia, ecc. Da un lato, Pechino tenta di creare buone relazioni con il geo-vicinato, di penetrare in Europa, nel mondo arabo e di restare potenza in Africa. Ma dall’altro, non ci sta riuscendo a sufficienza. Inoltre, intuisce che la divergenza euroamericana avrà un limite e gli europei occidentali porranno limiti espansivi all’influenza cinese. Pertanto, semplificando, la Cina non può rinunciare alla strutturazione di un blocco euroasiatico sinocentrico sufficientemente grande per mantenere rilevanza geoeconomica e geopolitica globali. L’Iran è una parte essenziale di questo blocco e difficilmente la Cina potrà evitare di difenderne il regime, come fatto con il Venezuela, passando da un sostegno indiretto – via assegnazione al Pakistan (satellite, ma non troppo evidente) del ruolo di mediatore - ad uno più diretto. In sintesi, la Cina ha bisogno di trovare e consolidare uno spazio geopolitico di sua dominanza dove esercitare una protezione più forte delle nazioni allineate.
Il punto: nelle contingenze questo possibile cambio di strategia cinese impedirà una collaborazione sinoamericana per sbloccare Hormuz? Da un lato, la Cina ne ha bisogno, ma dall’altro deve sostenere il regime iraniano per rafforzare la sua capacità condizionante nei confronti dell’America e dell’Ue. Cioè mostrare che bisogna pagare un prezzo a Pechino per ottenere un calmieramento dei teatri del Golfo e dell’Ucraina, non necessariamente rinunciando ad un G2 sinoamericano, ma mettendo Pechino in una posizione di superiorità su Washington. E’ un pericolo che merita valutazioni correttive da parte di Ue, Stati Uniti ed Italia.

ARCHIVIO

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Allo sviluppo dell’Intelligenza artificiale manca quella individualizzabile

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La priorità dell’operazione patrimonio contro debito

Tardare il taglio dei tassi è un errore

Si intravedono i primi passi di esoindustrializzazione

La crisi del Mar Rosso impone scelte forti all’Italia

La presidenza del G7 come occasione per Roma di imparare il ruolo di esportatore attivo di sicurezza

La difesa della fiducia in un mondo metastabile

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Verso una ristabilizzazione geopolitica globale

Ridurre la vulnerabilità per poter calcolare il rischio

L’irruzione dell’AI implica una rivoluzione cognitiva di massa

Più risparmio verso investimenti produttivi

Serve una scienza della dedebitazione

Il possibile scenario “Dedebiting EU”

Necessario accelerare un Piano Enrico Fermi nell’Ue

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L’ambiguità della Bce è un pericolo se non corretta

Basta alluvioni e siccità estreme: è possibile

Come ridurre il costo di eventi meteo estremi

Convergenza euroamericana vs. autonomia strategica Ue

L’Ue è importante oltre sé stessa


Un futuribile Song sostituivo dei Brics

I motivi per meno pessimismo e più ottimismo

Serve una nuova Bretton Woods (digitale)

Compensazioni Ue per le aziende italiane sanzionate dalla Russia

Avviare un’ecopolitica realistica nell’Ue

La necessaria evoluzione dell’offerta turistica

Più capitale privato per la proiezione in Africa

Dalla priorità della decarbonizzazione a quella dell’ecoadattamento

La priorità a breve e a lungo di costruire la fiducia economica

Abolire il termine finanza ombra per quella non bancaria

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Europa: meno di un’unione ma più di un’alleanza

Più garanzia di sicurezza ad Israele per ridurne l’aggressività

Operazione vetrina per capitalizzare le imprese italiane

L’attrazione di capitale è più utile degli investimenti a debito

Verso la convergenza tra sostenibilità ambientale ed economica

Perché l'Ue deve diventare più estroversa

L’evoluzione del G7 verso una comunità di difesa

La svolta di Israele

Verso il nuovo nucleare ed un eco-adattamento realistico

La strategia del Kissinger inverso

Il potenziale negoziale dell’Ue con Trump è forte

Le sfide della nuova Guerra fredda

L’Ue ha una struttura economica forte che dopo cambiamenti le darà un destino positivo

La sicurezza richiede un’economia della deterrenza

Verso la nuova strategia di politica industriale

Italia globale, missione possibile

I motivi concreti per un’Italia ottimista

Mondo turbolento, ma improbabile il caso peggiore

Serve un Consiglio per la sicurezza nazionale sistemica

La priorità del nucleare innovativo

L’America dovrà correggere l’eccesso di americanismo

Riflessioni di minoranza sull’effetto Pax Mediterranea di un presidio statunitense dell’area

La strategia geoeconomica dell’Italia nel cambio di mondo

Soluzioni per una riconvergenza euroamericana

Primi segnali per una riconvergenza euroamericana pragmatica

Come estrarre burro dai cannoni

Il mondo finanziario ha la necessità di moderare Trump

Benefici sistemici del riarmo europeo a date condizioni

In America cresce la pressione per moderare gli eccessi controproducenti

Probabilità di una futura correzione interna degli eccessi di Trump

La rilevanza di un accordo Ue – Regno Unito

Verso la riconvergenza tra America ed alleati

Verso una configurazione bipolare del globo, ma meno conflittuale

Verso un mercato integrato del Mediterraneo

Verso un mondo bipolare, ma con varchi

Motivi per un ottimismo economico non eccessivo

La gestione di uno scenario conflittuale continuo via Nova Pax

Passi avanti della convergenza euroamericana nella Nato

L’effetto stimolativo degli investimenti per la sicurezza

In bilico tra escalation e de-escalation

La ricerca della fiducia finanziaria in un’era metastabile

Eurodome per la sicurezza e la reindustrializzazione innovativa dell’Ue

La nuova età della robotica autonoma richiede più potere cognitivo degli umani

Programmi integrati per trainare la reindustrializzazione europea

La nuova ecostrategia centrata sul (mini)nucleare di nuova generazione

La nuova ricerca sul ciclo del capitale per la sicurezza

Roma sempre più centrale per un mercato mediterrane

La priorità di una struttura di investimento reciproco italo-americana

Evoluzione dello scenario globale

La ricerca di un pilastro geopolitico per la fiducia economica globale

Eurodome come migliore combinazione per la sicurezza e sviluppo europei

Per un' espansione geoeconomica globale dell' Ue

La ricerca per la deterrenza senza cadere in un’economia di guerra

Verso una Ue globale, ma con prudenza

L’effetto stimolativo dell’interazione non bellicista militare-civile

Verso Ekuméne

Dalla glaciologia dati più precisi per gli ecoscenari

Per una metamoneta sostitutiva delle similmonete private e come strumento antidebito

Tre anni per compensare sul piano globale il gap di export verso gli Usa

Necessario e possibile aumentare il potere minerario italiano

Più attenzione alla strategia espansiva dell’Ue

Verso un ecoadattamento attiv

Un passo verso Ekumene in un Mediterraneo aperto

L’armonizzazione tra requisiti economici ed ambientali

Dopo il Pnrr servirà un programma nazionale di dedebitazione

Capire il problema dell’America e mantenere la convergenza euroamericana

L’Ue non perda l’opportunità del Mercosur

Scenario di “stabilità dinamica” 2026-28

Agli accordi doganali dell’Ue serve un adattamento pragmatico

La ricerca su un nuovo ordine mondiale

Una strategia Ue per contenere l’anomalia Trump

Riglobalizzazione con traino Ue

Esoeconomia in accelerazione

Motivi di interesse reciproco per mantenere l’alleanza euroamericana

Come trasformare il costo ecoadattivo in investimento

Il cambiamento di regime in Iran favorisce un mercato mediterraneo globocentrico

Il tempo è la variabile critica per ridurre il rischio economico Iran

L’incertezza energetica deve accelerare le mini centrali nucleari nell’Ue

Il conflitto del Golfo pone problemi a breve, ma apre opportunità nel lungo

Verso una comunità economica globale eurocentrica

Scenari per la soluzione della crisi del Golfo

Ora il punto è la libertà di navigazione nello stretto di Hormuz

Accelerare il nucleare di nuova generazione

Serve un ingaggio attivo degli europei per la sicurezza di Hormuz

Riconvergenza euroamerica per evitare il peggio

Possibile indurimento nella strategia cinese

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