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Carlo A. Pelanda
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Milano Finanza e italia oggi

2020-4-3

3/4/2020

La soluzione euroamericana

La probabilità che l’Eurozona vada in depressione nel 2021 dopo la recessione da blocco dell’economia nel 2020 è piuttosto elevata. Non ha gli strumenti anticrisi illimitati di uno Stato sovrano e i singoli Stati hanno ceduto la loro sovranità economica e monetaria ad un agente europeo non disegnato per tornargliela in modi eurocompatibili. Il suo modello economico è prevalentemente export led, quindi molto colpito se la ripresa del commercio internazionale sarà lenta, scenario al momento più probabile se il vaccino non verrà individuato e somministrato entro pochi mesi. Senza escludere che le eurocose possano andare meglio, resterebbe il problema di come riassorbire l’enorme debito che si sta cumulando senza eurostrumenti adeguati per farlo: questo il rischio principale di implosione del ciclo del capitale. Pertanto bisogna cominciare a pensare ad una strategia 2021 di salvazione dell’Eurozona.

La soluzione più vantaggiosa è la creazione di un mercato integrato euroamericano che poi sia magnete per aggregare altri. Darebbe scala e stabilità degli standard all’export europeo evitando una riforma di efficienza interna (liberalizzazione) agli Stati europei dove non c’è consenso per attuarla. Soprattutto, un mercato integrato euroamericano – dove le oscillazioni di cambio dovrebbero essere necessariamente limitate – costringerebbe la Fed ad agire come prestatore illimitato di ultima istanza dell’euro, nonché in prospettiva il luogo di sterilizzazione del megadebito sia in dollari sia conseguentemente in euro, cosa che la Bce incompleta non può fare mentre la Fed stessa, per statuto e per il fatto di gestire la moneta di riferimento mondiale, può. In sintesi, l’incompletezza e inefficienza del sistema europeo possono trovare soluzione nell’aggancio all’America, evitando la depressione e un conflitto politico intraeuropeo contro la Germania che si ostina a non completare l’Ue. L’euro diventerebbe una moneta ancillare del dollaro, ma ciò rinforzerebbe ambedue. Fattibilità? Elevata perché sia Trump nel secondo mandato sia Biden avrebbero la priorità di rinforzare l’America attraverso la riconvergenza con l’Ue. La Nato è già una base solida, così come la prassi del G7, e un trattato euroamericano è già nell’agenda. L’Italia dovrebbe prepararsi per tale strategia, che è probabile la Germania veda bene e la Francia pur a modo suo anche, per rendere pronta l’Ue ad attuarla dopo le elezioni in America a novembre, nel frattempo aumentando la convergenza G7. Va considerato che tale strategia anche reinserirebbe più facilmente il Regno Unito nel mercato europeo.       

(c) 2020 Carlo Pelanda
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