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Carlo A. Pelanda
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Milano Finanza e italia oggi

2018-4-13

13/4/2018

Lo spostamento stabilizzante della guerra dall’economia alle armi

Gli attori di mercato non stanno scontando una destabilizzazione grave del mercato globale nonostante la maggiore propensione degli Stati Uniti ad accendere conflitti. Hanno torto o ragione? Lo scopo dell’Amministrazione Trump, oltre che il consenso interno via conflitto esterno, è ridare centralità agli Stati Uniti negli affari globali e non il caos. Nel 2017 gli analisti del Congresso, istruiti dalla burocrazia imperiale e dai think tank sia di sinistra sia di destra, hanno rilevato un cedimento rapido dell’influenza statunitense nel mondo a favore di Russia e Cina. Trump ne ha dovuto tener conto per evitare l’accusa di inadeguatezza a svolgere il ruolo. Per tale motivo ha adottato una strategia aggressiva, inizialmente, di sanzioni economiche. Ma è difficile ottenere un successo chiaro con questi strumenti senza destabilizzare il globo o comunque evitare danni per l’America. Pertanto, recentemente, Washington ha elaborato una strategia aggressiva su altri piani, non solo di guerra economica: demonizzazione di Russia e Cina come potenze del male. L’obiettivo è una nemicizzazione profonda e stabile nel tempo il cui georisultato è la divisione del mondo tra i buoni (capitalismo democratico) e i cattivi (capitalismo autoritario), il primo guidato da un’America che si erge a potenza morale e compatta gli alleati per tale confronto epico. Per inciso, Londra lo ha capito per prima e cerca di prendere il ruolo di miglior partner, vero motivo della sua recente demonizzazione di Mosca, e Parigi sta facendo lo stesso, oltre che per i suoi interessi in Libano, nel caso siriano.  Ciò permette a Trump di ottenere un successo comunicativo anche se non reale e di trattare con Russia e Cina su un piano dove sono sfavorite perché sostengono regimi autoritari oggetto di “guerra giusta” per valorizzare, pur con azioni limitate, la superiorità militare dell’America. Sarà destabilizzante lo spostamento della guerra dall’economia alle armi? La Cina, pur mandando navi nel Mediterraneo, mostra paura e prepara cedimenti. Così la Russia: Putin, in grave difficoltà, ha chiesto a Israele di calmare Trump. Quindi la riscoperta dell’impiego politico (dissuasivo) delle armi e della nemicizzazione come strumento per compattare una propria area di influenza può dare un successo all’America tale da moderarne l’offensiva sui dazi. Ciò aumenta il rischio di guerra in prospettiva, ma riduce nel breve-medio termine quello di destabilizzazione economica del globo, considerando che per gestire il primo c’è una tecnica di equilibrio del terrore già sperimentata durante la Guerra fredda.    

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