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Carlo A. Pelanda
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La Verità

2017-9-19

19/9/2017

Aquila tricipite contro dragone

Il pensiero strategico italiano deve valutare un cambiamento nello scenario globale. Putin sta attuando una strategia di garante amichevole nei confronti delle nazioni finora alleate degli Stati Uniti per conquistarne la collaborazione. Mosca ha sostenuto la Grecia più e meglio dell’America quando fu pressata dalla Germania. Ha incluso la Turchia da quando la svolta autoritaria/islamista di Erdogan l’ha allontanata da Ue e Nato. Alleata dell’Iran, ora offre all’Arabia saudita, alleata dell’America, un ruolo di mediazione nel conflitto sciita-sunnita nell’ambito di una collaborazione per difendere il prezzo del petrolio. Recentemente si è proposta come partner a Tokyo. Altre azioni simili sono percepibili nell’America del Sud. La collaborazione con Israele è rimarchevole perché appare condotta in modo compatibile con la penetrazione russa in Egitto, Cirenaica e con il presidio russo del regime siriano e gli Hezbollah libanesi filo-iraniani, valutati da Tel Aviv come i peggiori nemici. In particolare, Putin vuole affermare l’immagine di una Russia che mantiene la parola data. Ciò anche spiega la difesa dell’indifendibile autocrate siriano e fa intendere come Mosca voglia convincere i partner: dell’impegno russo ti puoi fidare, di quello americano. Per capirne l’importanza, si pensi allo shock del Giappone, ma anche di Australia e Nuova Zelanda, quando Trump ha cancellato il Trattato di libero scambio con 11 nazioni del Pacifico già siglato da Obama (Tpp) con un significato sottostante di garanzia contro l’espansione cinese. E allo shock di Canada e Messico quando Trump ha dichiarato l’intenzione di rinegoziare il Trattato di libero scambio con loro (Nafta). Infatti, Giappone e Australia stanno premendo sull’Ue per accordi commerciali, come il Canada ha già fatto (Ceta). La Russia sta corteggiando i Paesi citati per approfondire le convergenze bilaterali e l’Ue sta semplificando le procedure per l’approvazione dei trattati di libero scambio per cogliere l’opportunità. Mosca vede di buon occhio la formazione di un mercato internazionale eurocentrico in cui l’America sia fuori perché può ricattare gli europe. Infatti, non saboterà questi accordi come invece ha fatto tra il 2013 e il 2016 contro i negoziati per l’accordo di mercato comune euroamericano (Ttip). In sintesi, la Russia sta espandendo la propria sfera d’influenza globale cogliendo l’opportunità di ben due presidenze statunitensi inconsistenti in politica estera, Obama e Trump. Ma per definire una strategia d’interesse nazionale italiano – da esprimersi sia sovranamente per il teatro africano e multilateralmente entro l’alleanza europea e Nato - in riferimento al cambiamento di scenario dove l’America da impero si è trasformata in regno, lasciando spazio ad altri emergenti, dobbiamo capire meglio la strategia russa.

Molti analisti sostengono che sia “offensiva”, cioè che miri a destabilizzare il potere americano conquistandone gli alleati. Ma le azioni citate e altre fanno ipotizzare che, invece, sia “difensiva”.  L’America, poiché “ritirista”, ora è per la Russia un problema minore di quello posto dalla Cina in piena espansione globale con priorità la creazione di un’Eurasia sino-centrica dove la Russia sarebbe subordinata. Pertanto bisogna ipotizzare che Mosca stia agendo per rinforzare la sua capacità globale allo scopo di avere una forza pari alla Cina più che per destabilizzare l’alleanza occidentale. Per esempio, il Quatar isolato dai sauditi ha chiesto aiuto alla Cina, e venduto ai suoi agenti importanti assetti: Mosca si è subito posta come protettore e garante per non lasciare a Pechino campo libero. La Russia è sempre più il garante e fornitore riservato del regime nordcoreano – che Pechino vorrebbe sostituire a un certo punto – non solo per poter offrire mediazione a Tokyo e Seul, ma anche per mettere una spina nel fianco della Cina: i missili nordcoreani, infatti, sono riorientabili e ci metterebbero pochi minuti a bersagliare Pechino. La Cina è in vantaggio strategico assoluto sui computer quantici e sulle superarmi intelligenti derivabili: Putin ha da poco dichiarato megainvestimenti nel settore. Tanti altri casi sostengono questa ipotesi. Se fosse confermata, Europa e Italia sarebbero terreno di conquista da parte di Cina e Russia in competizione tra loro, dove il problema è che la Russia perderebbe la gara per difetto di scala nonostante una strategia imperiale condotta con intelligenza. Non è interesse italiano ed europeo passare sotto il dominio cinese. E’ interesse occidentale, invece, ri-convergere con la Russia, rassicurarla, e darle la forza per bilanciare il potere cinese e contenerlo entro un (geo)perimetro che lo limiti e condizioni. Sarebbe interesse anche russo. Ora bisogna capire se sia possibile trovare un tavolo dove europei, americani e russi possano parlare francamente di questo tema cruciale. Non so se sarà possibile, ma se lo fosse suggerirei come simbolo del summit un’aquila con tre teste che tiene un dragone tra gli artigli.

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