Si preannunciano difficili scelte per l’Italia pressata dal gioco di dominio degli imperi

 

Di Carlo Pelanda (30-11-2002)

 

 

Eurorisiko. Recentemente l’Italia ha instaurato un rapporto molto solido con gli Usa ed il Regno Unito senza ridurre la propria lealtà europea. La definizione dell’interesse nazionale italiano è stata da manuale. Esistono due assi conflittuali all’interno dell’Occidente: atlantico e francotedesco. L’Italia, per scala, può solo scegliere di essere terza dietro ad Usa ed UK, qui con la speranza di essere seconda quasi alla pari, oppure sotto Germania e Francia. Una decisione troppo netta in un senso o nell’altro porterebbe svantaggi. Un’ambiguità eccessiva anche. Roma è finora riuscita a bilanciare le due spinte opposte. Inoltre ha aumentato il proprio profilo internazionale dimostrandosi “grande giocatore” (mediazioni importanti). Tale buona posizione è emersa grazie alla bravura del governo, ma anche ad una anomalia. Francia e Germania sono rimaste per qualche tempo distratte a causa di problemi interni e, soprattutto, non coordinate per una  rottura del loro storico rapporto bilaterale. Ora i governi di Parigi e Berlino sono saldi ed hanno, da poco, ricucito una parte degli strappi. In particolare, si sono accordati su un punto: non lasciare più all’Italia tanto spazio di manovra e riportarla sotto la loro influenza. Perché una Roma troppo atlantica annullerebbe la capacità di resistenza geoconomica e di forza negoziale dell’asse franco-tedesco nei confronti degli Usa. Quindi lo scenario individua, a breve, un’alta probabilità di azioni pesanti per domare l’Italia. Nominalmente gentili ed incentivanti (intesa trilaterale, concessioni simboliche, ecc.), sostanzialmente ricattatorie. La massima pressione verrà esercita dalla Francia, forse già iniziata, perché ha la priorità di addomesticare il potenziale industriale e mercato italiani per salvare i propri. Gli osservatori si chiedono se Roma riuscirà a resistere a tale pressione. Ma questa rubrica ha raccolto degli indizi utili a gettare più avanti lo sguardo. L’interesse tedesco, indipendentemente dagli screzi correnti, è quello di diventare il partner privilegiato degli Usa in Europa. Quindi la vera idea strategica di Berlino è: (a) chiudere gli spazi all’Italia per sabotare l’asse Roma-Londra e sostituirsi ad esso verso gli Usa: (b) far fare a Parigi il lavoro “sporco”; (c) per poi allinearla, insieme a Roma, grazie alla centralità sia interna all’Europa sia nei rapporti transatlantici. Mentre Parigi pensa di poter mettere sotto di se l’Italia e grazie a questo condizionare meglio la Germania. Definire l’interesse italiano in questo risiko sarà concettualmente facile: il massimo vantaggio è verso l’asse atlantico. Ma realizzarlo sarà  più difficile.