22/07/2011

Uomo, struttura ‘portante’ dell’Energia Vitale

La medicina ‘alternativa’, l’omeopatia, l’’agopuntura’, i ‘placebo’ e tutte le numerose cure tradizionali delle morbilità che affliggono le creature umane sono spesso riconosciute efficaci nella pratica senza che riescano ad essere decodificati i loro processi terapeutici dalla scienza riduzionista e positivista.

Questa d’altronde ha esteso la frammentazione disciplinare delle scienze sanitarie scoprendo l’esistenza della micro-biologia, della virologia e, finalmente, della psiche e dei suoi meccanismi stabilendo inoltre relazioni con le ricerche filosofiche di epoche passate che avevano rilevato strani rapporti tra gli esseri umani e punti del corpo caratterizzati da specifiche corrispondenze di sensibilità sensoriale.

L’orecchio-homunculus e gli studi esoterici hanno stimolato in modo suggestivo gli studi di Jung le analisi neuro-logiche hanno stabilito altrettanto suggestive corrispondenze tra zone del cervello e sistemi sensoriali e motori riepilogate nell’homunculus cerebrale.

Finalmente la scienza medica, raggiunto un grado elevato di frammentazione delle conoscenze relative al sistema umano, ne ha tentato una riduzione all’unitarietà funzionale definendo ciò che un tempo era noto come unità psico-somatica in termini più rispondenti all’organizzazione scientifica positivista nella dizione di Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia; la PNEI che dovrebbe ricondurre a unità le conoscenze sanitarie in modo rispettoso del naturale olismo che anima il sistema complesso degli esseri viventi e che ne caratterizza l’evoluzione, i disagi, gli squilibri morbili e le autonome e individuali capacità di ripristinare l’omeostasi coi minimi interventi esogeni; chimici, fisiatrici, psichici e di ogni altra natura che supplisca le smarrite risorse interne di organismi complessi e scarsamente standardizzabili in conoscenze di carattere ‘ingegneristico’.

Siamo all’alba di un’epoca in cui si cerca di ristabilire unità accademica a discipline che l’era del positivismo assolutista ha emarginato rispetto agli studi tradizionali. Si sta riconoscendo il potente influsso dell’umana ‘percezione’ della realtà sui comportamenti pratici che, in economia, spinge gli individui ad assumere scelte ‘irrazionali’ che, aggregate dal mercato, si compongono in fenomeni macro-economici sorprendenti alla luce dei modelli decisionali più astratti e traducibili in linguaggio matematico.

Analoghi fenomeni avvengono al livello micro-scopico nell’ambito dei sotto-sistemi che compongono il sistema umano. Piccole forme di squilibrio ‘locale’ sono ‘percepite’ al livello ‘cellulare’ in ogni sotto-sistema e ne provocano l’individualissima reazione ai livelli circostanti e superiori componendosi in fenomeni di sempre maggiore ‘personalità’ che riescono a sollecitare coerenti reazioni funzionali nei sotto-sistemi ad essi correlati tramite una fisiologia che è peculiare di ogni individuo.

La struttura micro-scopica dei sotto-sistemi tradizionali è stata ben studiata e suddivisa nella distinzione dei meccanismi strutturali del sotto-sistema portante delle sollecitazioni meccaniche coi suoi ‘puntoni’ (ossa), ‘tiranti’ (tendini) e attuatori (muscoli).

La struttura del sotto-sistema neurale è altrettanto nota per ciò che concerne il suo ruolo di sensore esterno, di elaborazione, di valutazione delle reazioni e di trasmissione degli stimoli agli attuatori muscolari.

La struttura del sotto-sistema endocrino è nota relativamente alla sua ricezione di stimoli dal sotto-sistema neurale che ne provocano la produzione di sostanze chimico-ormonali nella composizione adeguata alla efficace stimolazione di ormoni, fonte dei processi che presiedono alla corretta crescita di cellule sostitutive che garantiscono anche le difese endogene dagli squilibri funzionali rilevati ‘localmente’.

Ciò che è ancora assente dalle indagini ‘scientifiche’ è la struttura della rete degli elementi che presiede alla alimentazione ed alla distribuzione dei flussi di energia; la fonte che alimenta la successiva produzione di stimoli elettrici che animano la ‘vita’ fintantoché morte non sopraggiunga.

La medicina tradizionale ‘cinese’ ha studiato la distribuzione dei meridiani energetici ed i suoi squilibri cui essa addebita le carenze funzionali degli organi umani. Ma manca un riconoscimento scientifico positivista di questa rete strutturale che tuttavia può essere logicamente associata alla stessa origine e fine della vita di un organismo vivente.

Senza ‘energia’ le medesime strutture viventi terminano i loro processi indipendentemente dall’integrità dei loro componenti micro-scopici.

L’energia d’altronde è l’unico elemento primordiale studiato dalla fisica che lo considera la fonte originaria e indifferenziata dell’universo, al di la della sua successiva evoluzione che ha dato origine alla materia prima nel suo carattere ‘inanimato’ e gradualmente poi in tutte le sue articolazioni più complesse che hanno dato origine agli organismi viventi nella loro manifestazione più diversificata classificata da biologia, genetica, antropologia, psicologia, economia e sociologia.

Lo studio della struttura dei flussi energetici nelle creature viventi costituisce la disciplina capace di integrare quelle già note e di ricondurre ad unità non solo il funzionamento interno delle creature viventi ma anche dei modi in cui esse si correlano direttamente al campo energetico esterno che tutto pervade al livello micro-fisico per aggregarsi in ordinate strutture capaci d’alimentare la ‘vita’ dei sotto-sistemi tradizionali più noti.

Il campo energetico primordiale è alimentato costantemente sin dalle origini dell’universo e garantirà i flussi necessari ovunque a livello più elementare fintantoché l’universo resterà in condizioni adeguate a consentire la sopravvivenza di esseri ‘viventi’.

La comprensione stessa della ‘vita’ dipende da una maggiore conoscenza dei fenomeni elementari e micro-scopici che le stelle diffondono capillarmente per animare i processi fisici al livello atomico e molecolare che sono analoghi indipendentemente dal fatto che quei processi siano utili per provvedere la crescita di sistemi inanimati o viventi dotati di diversissime forme di sensibilità, d’intelligenza, motorie e di capacità percettive.

Una scienza ‘olista’ non può prescindere dalla conoscenza di questa rete infrastrutturale che alimenta la vita animata e inanimata d’ognuna delle strutture già classificate sul piano dell’organizzazione intellettuale delle conoscenze scientifiche e all’interno d’ogni disciplina settoriale, sul piano delle diversità comportamentali e percettive e delle loro ulteriori sofisticazioni gerarchiche.

Il sotto-sistema di alimentazione e rinnovo costante degli scambi energetici tra il macro-cosmo e le micro-strutture che presiedono all’animazione delle funzioni gerarchicamente organizzate nell’ambito degli alti sotto-sistemi interni agli esseri viventi è il responsabile della fornitura di quel ‘quid’ aggiuntivo che  in essi contrassegna l’istante ‘fatale’ che, ceteris paribus, definisce l’avvio della fase termodinamica dell’aumento di entropia che dissolve in materia disorganizzata le strutture materiali componenti gli esseri viventi fino al momento precedente; la ‘vita’ è sparita e il sistema animato non è più capace di proseguire nella sua opera di organizzazione ordinata di nuove risorse ‘materiali’ per conservarsi ‘in vita’. La ‘morte’ è determinata dal termine del ruolo egemone del sotto-sistema protagonista della ‘crescita ordinata’; il sotto-sistema ancora ignoto d’alimentazione di energia catturata dal cosmo e convertita in ‘carburante’ per quelle macchine che, contrariamente a quelle inanimate, sono riconosciute ‘vitali’.

Finito l’approvvigionamento ordinato d’energia, l’anima abbandona il corpo lasciandolo al suo destino di materia corruttibile in quanto non più costantemente rinnovato nei suoi micro-componenti costitutivi dei diversi sotto-sistemi PNEI. L’assenza d’energia e di anima isterilisce le capacità funzionalmente ancora sane degli altri sotto-sistemi che, da quel momento, si corrompono senza che debba essere avvenuto un trauma o catastrofe organica.

Il campo energetico primordiale è omnipervasivo ed estende le sue manifestazioni su tutta la gamma delle frequenze di emissione-trasmissione-ricezione; si tratta d’un ‘campo’ composto di onde energetiche che non si limita a quelle elettro-magnetiche ma include le altre forze a noi note (e probabilmente ad altre forze non ancora percepibili dalle nostre osservazioni). È un sistema energetico altamente complesso capace di agire su recettori di cui è dotato ogni essere vivente e che ne influenza le capacità ben al di la di quanto la scienza positivista odierna sia riuscita a osservare prima ancora che capire. Fenomeni para-psicologici osservati e narrati dalla cronaca sono ancora ignoti sia nella loro consistenza e ripetibilità, sia nelle loro modalità di trasmissione tra esseri viventi della stessa specie o tra specie diverse. Esistono indagini sui comportamenti della psiche esposta a particolari forme energetiche (suoni, luci, colori, etc.) che rivelano la possibilità di indurre l’organismo umano a vivere in stati percettivi esaltati nel cui ambito le prestazioni psico-fisiche si manifestano a livelli normalmente sconosciuti (predisposizione: a esaltate percezioni sensoriali, a sostenere con successo traumatici interventi chirurgici, a recuperare in modo accelerato assetti psico-fisici ‘normali’ post-operatori, a recuperare stanchezza e benessere con contenutissimi periodi di sonno, etc. – al Monroe Institute in Virginia).

L’osservazione della rete strutturale d’elementi che presiedono alla cattura e distribuzione d’energia ai sotto-sistemi PNEI dovrebbe mettere sotto analisi le conoscenze tradizionali su cui si fonda la medicina cinese colle sue tecniche di shatzu e di agopuntura; i 12 meridiani ed i loro 7 punti di interazione o chakra.

L’integrazione tra le conoscenze tradizionali e quelle positiviste può generare una riflessione su una nuova visione olista dell’essere umano ed agevolare la formazione accademica ristabilendo pari dignità e linguaggio comune tra discipline umaniste e scienze esatte che è terminata con la separazione tra metafisica e fisica nel secolo della dittatura del positivismo scientista; origine d’ogni nefandezza politica e istituzionale per perdita dei valori umanisti e rinascimentali. Ripristinando così la tradizionale unitarietà scientifica ed accademica di indagine sulla Natura organizzata nelle Università dalla civiltà ‘Occidentale’; e smarrita dopo il 1789.

Inseguire l’umanizzazione della scienza con discipline scientiste come la bio-etica è sterile se non si riuscisse a comprendere più profondamente la natura stessa della continuità degli scambi di energia universale tra il cosmo, il creato e gli esseri viventi.

Si dovrebbe riuscire a comprendere come e perché il soma risulti sensibile in modo personalissimo alla esposizione a diversi minerali, cristalli, vegetali, semi, radici, etc..

Provare per credere; le sessioni di agopuntura a correzione dei flussi energetici lungo i diversi meridiani, le stimolazioni con semi posizionati sui punti dell’homunculus sull’orecchio corrispondenti ai chakra, le stimolazioni con suoni, con minerali, con pressioni shatzu sono tutte tecniche tradizionali che forniscono risultati pratici riscontrabili dai pazienti e che elevano le prestazioni individuali sia sul piano mentale che su quello fisico o immunitario; si tratta di risultati di particolari laboratori che meritano di essere approfonditi e, se possibile, integrati alle conoscenze scientifiche positiviste.

Occorre dare un senso alla morte ed alla vita prima di metter mano a rimedi sulla ‘macchina fisica’ umana; che è solamente un avatar di ognuno di noi se separato dall’anima – Jung docet!