| 21/11/2011 |
Sinergia scientifica: matematica e scenari geopolitici La descrizione offerta delle possibili evoluzioni geopolitiche per lo scenario geopolitico del sistema economico globale da Carlo Pelanda e delle sue relazioni con la destabilizzazione graduale dei sottosistemi industria-stato nazionali è una perfetta immagine di quanto è stato illustrato da Per Bak con la teoria matematica delle ‘criticalità auto-organizzatrici’ che questa rubrica ha più volte citato per affermare l’impossibilità scientifica di esercitare previsioni prescrittive di sistemi termodinamici complessi animati da un intrinseco dinamismo vitale. Le probabilità con cui si presentano le manifestazioni di cambiamenti di forma (catastrofi) locali suggerite da Carlo Pelanda per il sistema geopolitico globale, si potrebbero ricavare con un approccio di simulazione Monte Carlo sulla traccia di analoghe applicazioni ormai rodate e consolidate nello studio delle dinamiche dei processi interni ai reattori nucleari; si tratta della generazione di una sequenza di numeri casuali e del loro abbinamento alle alternative frequenze seguite dall’evoluzione dei percorsi in ogni punto interno al sistema in equilibrio instabile in relazione alle probabilità dei singoli percorsi presenti nei nodi di scelta. Ciò conferma l’analogie della non prevedibilità prescrittiva che caratterizza tutti i sistemi termodinamici complessi e consente di ipotizzare un abbinamento al problema della valutazione dell’evoluzione degli scenari geopolitici. La ricerca pura offre in questo comparto il possibile uso di passate tecniche e strumenti di indagine matematica ormai consolidati ed ammortizzati nei loro costi di sviluppo e di formazione professionale. Strumenti capaci non tanto di guidare le negoziazioni politiche ma di valutarne le possibili evoluzioni intermedie di percorsi decisionali; stimolando così la creatività dei protagonisti e dei loro consulenti accademici e professionali. È un chiaro esempio del valore aggiunto offerto nella ricerca scientifica dall’adottare tecniche sperimentate in altri comparti disciplinari grazie alle analogie ‘naturali’ che presenta lo studio di sistemi complessi tra loro apparentemente diversi. Non so se un simile tentativo applicativo del ‘metodo Monte Carlo’ sia stato sperimentato al servizio degli scenari geopolitici e delle valutazioni delle relative efficace di strategie negoziali nelle relazioni politiche internazionali; meriterebbe una specifica ricerca applicata di know how ‘software’ nell’attuale epoca così turbolenta da parte di un paese scarsamente supportato da risorse militari e industriali come l’Italia che è gratificata proprio grazie alla sua debolezza, da un’universale simpatia e ‘neutralità internazionale’ ma credibilità industriale nello scenario geopolitico globale.
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