| 10/06/2011 |
L’autoregolazione dei sistemi termodinamici complessi: il caso PNEI Ormai è stato abbondantemente chiarito sotto il profilo qualitativo da Ilya Prigogine, è la teoria del ‘Caos’ che regola l’omeostasi dei sistemi termodinamici complessi in una costante successione di ‘catastrofi’ della più varia dimensione che caratterizzano transizioni tra stati di ‘temporanea stabilità’ del sistema globale. Per Bak ha poi illustrato in modo altrettanto qualitativo con una specifica teoria matematica la dinamica di micro-eventi che aggregano i loro effetti ‘dal basso’ - in modo graduale, granulare e stocastico – esercitando effetti destabilizzanti capaci di determinare le improvvise, repentine e traumatiche manifestazioni macro-scopiche che caratterizzano l’evoluzione nel tempo di ogni sistema termodinamico complesso; da quelli fisici a quelli biologici. Questo sviluppo della scienza ha caratterizzato una ulteriore svolta sul piano epistemologico e matematico. Sul piano epistemologico si è passati dall’’oggettività’ materialista della scienza riduzionista del positivismo dell’800, alla ‘falsificabilità’ logica d’ogni costrutto scientifico secondo Karl Popper all’ipotesi paradigmatica delle teorie di Thomas Kuhn. Sul piano matematico si è passati dalla pretesa di modelli matematici ‘prescrittivi’ sulla traccia dei fenomeni naturali più elementari della gravitazione newtoniana secondo il calcolo integrale e delle derivate parziali di Leibnitz, ai gruppi di simmetria della gravitazione-elettromagnetismo di Maxwell-Einstein e della quanto-elettro-dinamica di Dirac. Si è raggiunta la consapevolezza che tutto in Natura sia strutturalmente composto da micro-costituenti che interagiscono in modi discontinui con azioni elementari che, nell’ambito d’un unico più complesso macro-sistema, si esaltano aggregandosi in modi coerenti o si annullano con effetti opposti provocandovi i vari tipi di destabilizzazione degli assetti d’equilibrio preesistenti che sono la causa delle molte trasformazioni morfologiche ‘locali’ che sono macroscopicamente osservabili dalla scienza tradizionale sul piano delle più riduzioniste ripartizioni ‘funzionali’ o ‘organiche’. Questa evoluzione ha afflitto sia le scienze fisiche che tentano ormai di giungere ad una descrizione ‘olista’ della realtà Naturale grazie alla teoria unitaria dell’universo di carattere eminente matematico-topologico, sia le scienze umane coll’applicazione della psicologia alla descrizione dei comportamenti dei sistemi macro-economici; superando l’approccio tradizionale ‘riduzionista’ della scienza positivista che recupera la visione umanista dell’originaria educazione Universitaria integrava le discipline umaniste e meta-fisiche con quelle più indirizzate alla gestione dell’ambiente fisico in cui l’Uomo’ sviluppa le sue conoscenze per consentirgli di ‘trascendere’ i limiti impostigli dalle dimensioni più materiali d’un organismo psico-neuro-endocrino-immunitario capace di astrazioni concettuali, di rappresentazioni simboliche, di motivazioni virtuali e di percezioni virtuali di se e del contesto che gratificano la dedizione delle sue risorse psichiche e stimolano gli affinamenti delle sue aspettative di gratificazione. In definitiva si è giunti a riconoscere che occorra rinunciare a dare la descrizione determinista (prescrittiva) circa l’evoluzione temporale di qualsiasi aggregato complesso di cellule elementari per limitarsi invece a darne una descrizione qualitativa sulle probabili evoluzioni della ‘forma’ da esso assunte sotto l’influenza dei continui effetti ‘locali’ individualmente d’intensità inadeguata a provocarne il pieno collasso ma solo la graduale trasformazione dei suoi componenti interni. Ciò inizialmente genera solo le trasformazioni interne della ‘morfologia’ del macro-sistema per causarne il graduale logoramento funzionale, fino alle lacerazioni strutturali, per agevolarne poi la ricomposizione attorno ad assetti che, morfologicamente abnormi rispetto a quelli primordiali, sono pienamente compatibili colle residue capacità di omeostasi complessiva del nuovo assetto del macro-sistema grazie agli apporti di mutuo equilibrio funzionale dei superstiti sotto-sistemi integri sul piano delle dinamiche auto-regolate. Si è giunti a riconoscere la validità dell’ipotesi scientifico-matematica di D’Arcy-Thompson che all’inizio del 1900 aveva riconosciuto la piena analogia seguita dai sistemi biologici complessi nel corso dell’evoluzione della loro trasformazione ‘morfologica’ nel pieno rispetto e continuità dell’evoluzionismo darwiniano delle specie. D’Arcy-Thompson, un biologo e matematico aveva illustrato la ‘trasformazione’ delle varie specie da lui osservate come pure ‘trasformazioni topologiche’ cioè come trasformazioni di forma ottenibili grazie ad una costante deformazione della superficie sulla quale la forma della specie originaria è ‘descritta’ in modo scientificamente corretto. Se le dimensioni ‘metriche’ (cioè descrittive del fenomeno in considerazione) sono concettualmente ‘arricchite’ dei parametri scientificamente più rappresentativi rispetto a quelli puramente spaziali (come è il caso di una cellula biologica, di una transazione economica o di uno scambio di ormone-reazione) appare evidente come il tracollo di forma che governa in continuità la trasformazione di una trota in un luccio o di un pampino in foglia d’acero, sia pienamente analogo (pertanto rappresentabile tramite un analogo tipo di linguaggio scientifico-descrittivo e di matematica-qualitativa) a quello che provoca i tracolli improvvisi e ‘imprevisti’ di macro-sistemi economici e sociali stimolati da micro-eventi apparentemente non tali da generare la ‘catastrofe’ che si manifesta con una successione di valanghe caratterizzate da dimensioni di varia misura e diffusione spaziale e tra loro concatenate da sequenze irreversibili che confluiscono verso assetti d’una nuova omeostasi finale in cui tutti i vecchi sottosistemi e cellule costitutivi sono presenti ma con ruoli di diversa gerarchia ed egemonia funzionale. In biologia questo paradigma di rappresentazione macro-scopica descrittiva d’una realtà complessa generata da eventi micro-scopici ed autonomi, ma interconnessi da parametri psico-fisici, è illustrata con adeguato potere suggestivo dalla variazione visibile in aria dalla struttura topologica assunta dagli stormi di storni in addestramento per il loro volo di migrazione. L’evoluzione dinamica della forma macroscopica dello stormo è dettata dalla coesione tra i singoli adiacenti storni che sono condizionati a conservare adiacenza coi micro-enti circostanti. La coesione è garantita dall’equilibrio tra alcuni parametri che caratterizzano le relazioni di ordine psico-fisico cui l’addestramento espone gli individui; visione degli storni circostanti, percezione del più prossimo ‘storno-guida’, emulazione delle evoluzioni di volo proposte, conservazione d’appartenenza ad un gruppo, valutazione delle proprie energie residue, confronto tra energia residua propria ed energia degli storni adiacenti, etc.. Al crescere della complessità delle evoluzioni imposte dallo storno-guida allo stormo e al prolungarsi del tempo di addestramento, si cominciano a manifestare gradualmente rarefazioni di densità dovute a defezioni o cali di prestazione ‘locali’. Queste graduali rarefazioni provocano trasformazioni nella macro-struttura dello stormo, osservabili indipendentemente dalla chiara percezione delle singole micro-cellule ‘storni’. Talvolta la continuità di trasformazione topologica dello stormo in se stesso viene perduta a causa di lacerazioni prodotte dalla definitiva perdita di coesione interna tra le sue diverse porzioni. Una non sufficiente conservazione di relazioni tra storni adiacenti (per ragioni di incompatibilità tra i legami psico-fisici e le risorse stimate dagli storni più interni allo stormo) causa l’aggregarsi ‘locale’ di numerosi storni attorno a soggetti stimati in grado di assumere il ruolo di storno-guida. Ciò agevola la moltiplicazione dei percorsi addestrativi seguiti dallo stormo che, in ultima analisi si scompone (‘catastrofe’) in più stormi che assumono temporaneamente forme e trasformazioni analoghe. Tuttavia esistono parametri di ordine psico-fisico responsabili del recupero di unità da parte dello stormo originario che, infatti, ripristina sempre la sua soggettività di ‘comunità’. In biologia sarebbe certamente possibile applicare la rappresentazione descrittiva matematica per descrivere la crescita di sistemi cellulari generata dalle singole interazioni tra micro-strutture sotto influsso di adeguati parametri chimici e funzionali di cui è nota l’azione sul piano qualitativo e le relazioni con l’ambiente in cui esse operano. In economia il progresso industriale, guidato dall’avidità d’un capitalismo-liberista estraneo a qualsiasi ideologia che non sia quella di ottimizzare sul puro piano remunerativo l’uso dei ‘fattori tecnici’ che concorrono ai processi di produzione-distribuzione-risparmio-consumo, la matematica descrittiva permette di definire le ‘faglie’ secondo le quali si manifestano le occasionali ‘fratture’ di stabilità della governance vigente causandone la ‘catastrofe’ sostituendola con un nuovo assetto di pseudo-stabile governance più confacente a tutelare i nuovi interessi diffusi nel nuovo contesto produttivo: senza la cui tutela il reddito complessivo del sistema non riesce a prodursi in maniera adeguata rispetto alle aspettative generali ormai maturatesi sul nuovo scenario geo-politico. Si tratta d’un processo caratteristico di tutti i sistemi termo-dinamici complessi sia animati che non animati il quale è stato descritto scientificamente da Ilya Prigogine ed è anche adeguatamente illustrato dalla matematica di Per Bak ma che è ancora ignorato dai politici che, scientemente o per ignoranza, propongono soluzioni ottocentesche arroccate su istituzioni novecentesche ispirate a criteri di legittimità settecenteschi. Lo stesso avviene anche in medicina e psicologia in cui il recente riconoscimento dell’unitaria struttura psico-neuro-endocrino-immunologica del sistema complesso dei ‘pazienti’ ha evidenziato l’analogia che anima l’evoluzione macro-scopica del sistema a partire dal graduale e ‘stocastico’ aggregarsi degli effetti delle azioni elementari esercitate dalle micro-strutture demandate dello sviluppo delle specifiche funzioni biologiche. Micro-funzioni biologiche che si aggregano con mutui legami secondo esigenze di crescenti stabilità funzionali in un ordine gerarchico definito dall’omeostasi complessiva del macro-sistema PNEI. La termodinamica, disciplina ‘fisica’ che governa l’evoluzione dei sistemi complessi, è passata dall’originaria lettura dell’evoluzione secondo una ‘scienza esatta’ definita da tre ‘principi’ (non ‘leggi’) termo-dinamici, ad una lettura secondo il paradigma di Ilya Prigogine della termodinamica dei sistemi critici autoregolatori che illustra, grazie alla ‘teoria descrittiva’ della matematica di Per Bak, le ragioni dell’imprevedibilità scientifica, a carattere ‘prescrittivo’, dell’evoluzione macroscopica nel tempo di quei sistemi in quanto sono governati al loro interno da disordinate aggregazioni ‘casuali’ di micro-eventi in piena libertà individuale. Un paradigma termodinamico ‘rivoluzionario’ che si applica a tutti i sistemi instabili (vitali) e complessi dall’economia, alla politica, alla fisica, alla geologia; ma che non è ancora apparentemente stato acquisito dai sinedri positivisti e più umanisti come quello dei giudici (che pone sotto accusa un altro sinedrio – commissione grandi rischi – per la sua incapacità di prevedere i terremoti) o quello della medicina positivista (che non accetta la ipotesi di una realtà ‘umana’ unitaria, capace di ripristinare in piena autonomia l’omeostasi solo temporaneamente smarrita riattivando la specifica produzione ‘autarchica’ dei meccanismi auto-regolatori più incredibili che Questi stupefacenti risultati prodotti dagli eretici eterodossi ed eretici sono riscontrabili nella storia in tutti i campi delle attività umane. Dall’ingegneria in cui la semplicistica interpretazione dell’elettromagnetismo di Faraday-Maxwell, con le leggi descritte in forma ‘semplificata’ da Lorenz, ha trovato in Tesla un interprete eretico che da oltre cento anni offre suggestive indicazioni circa la possibilità di estrarre ‘gratuitamente’ dosi d’energia da quella che il campo energetico primordiale unitario riversa in modo pervasivo in tutto lo spazio sin dalle origini finché esso riuscirà a garantire alimentazione della vita in tutte le sue manifestazioni. Sono in definitiva le singole scelte delle micro-cellule che compongono i sistemi complessi ad aggregarsi in modi imprevedibili e creare le condizioni dei crolli dei vecchi assetti pseudo-stabili dietro i quali si nasconde la ‘governance’ odierna; è una legge di natura che si applica anche all’economia e, da questa, si riverbera in instabilità sociale, politica e, finalmente, istituzionale. La ‘descrizione matematica’ secondo questi criteri scientifici alla Prigogine-Bak potrebbe garantire fertili suggestioni scientifiche anche in applicazioni rappresentative dei comportamenti psico-neuro-endocrino-immunologici. È evidente che anche in quei sistemi complessi agiscano, con costanti atti elementari dotati da carattere discontinuo (granulare), delle micro-strutture studiate analiticamente nei loro comportamenti elementari. È anche evidente che ogni micro-struttura elementare scambi in modo altrettanto ‘granulare’ messaggi che stimolano altre micro-strutture a reagire assumendo assetti che concorrono a conservare le funzionalità complessive da noi definite ‘crescita’ sul piano macro-scopico, Sembra evidente che anche il complesso organismo umano, certamente ‘olista’ nella composizione macro-scopica, sia animato da una concatenazione di micro-strutture strettamente correlate in una sequenza di manifestazioni studiate da discipline diverse ma organicamente coerenti. Le ‘forme’ funzionalmente corrette assunte nel corso della sua evoluzione da un soggetto Psico-Neuro-Endocrino-Immunologico ‘sano’ si deve poter descrivere in modo capace di illustrare la complessa e completa interazione dei molti parametri che ne definiscono la ‘metrica’ di individuo sano e vitale. Un individuo i cui sotto-sistemi costitutivi possono anche smarrire la ‘forma corretta’ (generando con ciò disturbi, sofferenze, disagi a sé e altrui) ma che, grazie alla variazione del funzionamento esercitata sui parametri ‘mostruosi’ da cause artificiali (chimiche, psichiche, elettriche o meccaniche) possono riconquistare ambiti di ‘forme-spaziali’ compatibili con quelle definibili tra quelle ‘socialmente accettabili’. È importante aiutare la capacità d’ogni individuo di conservare un assetto funzionalmente ‘normale’ del suo insieme di sotto-sistemi che compongono il sistema di strutture psico-neuro-endocrino-immunitarie inter-connesse di cui dispone per garantirsi adeguati, graduali e autonomi adattamenti alle variazioni che esso ‘percepisce’ dall’ambiente in cui vive. Tuttavia lo stesso sistema complesso che compone l’individuo dispone di tutte le risorse per mettere in opera i primi provvedimenti che aumentano le sue capacità di superare ogni tipo di esperienza assumendo assetti adeguati per garantirgli la sopravvivenza anche di fronte a minacce che si presentano sui piani più distanti dalla percezione cosciente e macro-scopica. Ogni individuo sottoposto ad aggressioni ambientali sconosciute riesce a mettere in atto tipi di reazione che la scienza riesce solo con lentezza e ‘a posteriori’ a identificare e classificare come ‘fisiologiche’ e pienamente ‘funzionali’ colla conservazione dell’integrità del sistema complesso ‘uomo’. Le perdite temporanee di alcune funzionalità viene decisa inconsciamente e tramite azioni traumatiche all’interno d’ogni sottosistema al fine di assicurare al soggetto la capacità di sopravvivenza temporanea liberando risorse necessarie per alimentare i sottosistemi residui di risorse necessarie per attivare stati di funzionalità semplificate per superare le crisi e successivamente ripristinare livelli di omeostasi gerarchicamente più adeguati ad accogliere una funzionalità più ricca di esigenze apprezzabili sui diversi piani della consapevolezza ‘scientifica’. È emblematico anche sul piano macro-scopico che i casi di suicidio cadano a zero nei periodi bellici mentre tra i benestanti, in periodi di benessere e di assenza di minacce percepite, aumentino le manifestazioni di disagio ed autodistruttive per la percezione inconscia di mancanza di motivazioni e di gratificazioni dovute a sfide all’impegno personale. Le ‘catastrofi’ fisiologiche non sono letali ma risultano funzionali al successivo recupero di migliori capacità d’omeostasi arricchite dall’esperienza guadagnata proprio grazie al superamento della crisi ‘locale’ che lascia sempre tracce ‘organicamente’ percepibili di nuove funzionalità e capacità reattive ignote fino al momento in cui l’organismo abbia potuto sperimentarle grazie allo scontro drammatico, spesso traumatico, con le minacce ambientali. La perdita di funzionalità verbali o l’esclusione delle comunicazioni coscienti in soggetti esposti a situazioni di gravi minacce ambientali è reversibile anche se spesso deve ricevere temporanee forme di aiuto esterno. Tutti i ‘traumi’ sono sperimentati dall’individuo come ‘funzionali’ alla sua sopravvivenza e ne mobilitano adattamenti psico-fisici in grado di supplire alle perdute funzionalità con i mezzi disponibili a tal fine; aumento delle abilità uditive nei ciechi, sussidiarietà funzionale tra aree neurali, adeguamento della dieta alle mutate capacità metaboliche, etc.. Ogni nuova esperienza è causa di traumi che rendono piacevole vivere la crescita delle esperienze dallo stato infantile, attraverso l’adolescenza, lungo la vita adulta che è sempre ‘vita’ solo se è arricchita da un costante ‘percorso evolutivo’. Tuttavia, il livello della tempesta che viene trasmessa da ogni nuova esperienza sui vari componenti del sistema PNEI, può risultare esorbitante rispetto alle ‘locali’ capacità di reazione delle singole strutture. La gerarchia di strutture è dotata d’intrinseche capacità di controllo interno che riescono a ridurre il ‘rumore’ interno escludendo strutture impotenti ed instaurando assetti temporanei di funzionalità ridotte rispetto al potenziale precedente ma capaci d’esaltare l’efficace reazione contro la minaccia percepita e così di garantire la sopravvivenza complessiva dell’organismo; anche dei componenti temporaneamente esclusi da un ruolo attivo o immessi in stato funzionale ridotto. Non si ha consapevolezza di questi meccanismi che regolano l’omeostasi in organismi vitali complessi e si ritiene che la perdita di funzionalità o la temporanea esclusione di vitalità sia indice di ‘malattia’ o ‘lesione’ permanente. Lo ‘svenimento’ e la conseguente drammatica assunzione di stato orizzontale era considerato un evento estraneo alle normali reazioni fisiologiche degli individui adulti finché le conoscenze scientifiche hanno reso evidente la ‘necessità’ per l’organismo di attivare quei due stati psichici e fisici per l’esigenza di utilizzare le residue risorse energetiche disponibili per garantire la sopravvivenza dei restanti componenti vitali. L’afasia e perfino le manifestazioni che caratterizzano l’autismo potrebbero essere riconosciute come ‘reazioni fisiologiche’ a forme di ‘aggressioni percepite’ da organismi dotati di livelli di sensibilità abnormi ma non per ciò ‘malate’. Occorre che la ‘scienza’ abbia tempo sufficiente per maturare un adeguato grado di rispetto per la composizione micro-scopica dei meccanismi che, solo grossolanamente, sono stati catalogati in separati comparti disciplinari ed i cui funzionamenti sono, solo grossolanamente e riduttivamente, sono stati attribuiti al puro scambio di agenti fisici e chimici. La psicologia ha ricondotto la medicina dal ruolo di ‘scienza esatta’ cui era stata degradata dal positivismo ottocentesco a ‘scienza umana’ per eccellenza che illustra la ‘vita’ alla luce delle ‘percezioni’ che ‘l’uomo’ nutre relativamente al suo incontro con la ‘realtà naturale’ in cui è costretto a vivere dai suoi componenti biologici caratterizzati da dimensioni spazio-temporali ed obbligati da processi evolutivi termo-dinamici ma dotati di capacità evolutive caratterizzate dalla crescente trascendenza dei confini relazionali e motivazionali lungo una scala di bisogni di crescente grado di astrazione concettuale e capaci di influenzare la percezione stessa della realtà ‘naturale’; l’uomo crea la sua immagine del mondo ed i suoi avatar che sostituiscono alla realtà fisica la realtà virtuale che caratterizza la civiltà umana e la scienza capace di ‘curare’ l’individuo. L’uomo è sempre più ‘malato immaginario’ e perfino capace di creare nuove strutture organiche che ne arricchiscano le potenzialità percettive, reattive e operative verso la trascendenza dei confini puramente ‘materiali’. È la componente psichica della PNEI ad arricchirsi inconsciamente grazie alle continue drammatiche catastrofi ‘locali’ sperimentate dalle due componenti, endocrina e immunologica, dell’organismo che si trovano per prime coinvolte a sperimentare la drammaticità delle aggressioni esterne. Le capacità dei nuovi assetti reattivi chimici trasmettono inconsce nuove nozioni al sistema neurale nei suoi diversi componenti gerarchici che presiedono all’auto-regolazione del funzionamento armonico delle diverse funzionalità fisio-chimiche. Solamente dopo essersi consolidata questa inconsapevole ma solida ed efficiente gerarchia delle strutture neuro-endocrino-immunitarie, la componente gerarchicamente ulteriore del sistema neurale, cui è demandata l’analisi consapevole delle manifestazioni più macroscopiche dell’organismo umano, riesce a tentare una schematizzazione logicamente ‘giustificata’ dei diversi meccanismi ripartiti arbitrariamente in organi, trasmettitori, percettori, messaggi, aggressori, secondo un linguaggio che risulta funzionale solo ad una rappresentazione ‘scientifica’ di una realtà più articolata e meno catalogabile nella gamma delle sue manifestazioni reali; geni, mostri, malati, sani, equilibrati, disabili, etc.. La psicologia ha liberato la ‘scienza’ dal meccanicismo e dal riduzionismo positivista per recuperare la ricerca ‘scientifica’ alla dimensione-egemone della mente e dello spirito i veri piloti della civiltà umana verso la trascendenza dei limiti materiali. Abbiamo a malapena superato il materialismo di Sigmund Freud avviando la medicina al salto di qualità della PNEI ma Carl Jung non è ancora stato neanche preso in considerazione al fine di estendere l’ulteriore progresso della PNEI dalla medicina alla didattica; la vita deve riuscire ad arricchire l’uomo in un percorso interminabile di costante evoluzione personale, la vita è una ‘età evolutiva’ oppure è soglia della morte. L’etica non può diventare un elemento apprezzabile della scienza medica se la mente e lo spirito ne restano esclusi. La qualità di vita ed il clima delle relazioni umane costituiscono gli elementi primari del benessere, ben oltre e ben prima del puro stato di percezione dei disagi ascrivibili alla perdita di funzionalità organiche, la psiche è il fattore principale di trasmissione del disagio e della sua conversione in disagio psico-somatico anche con la creazione stimolata di tempeste ormonali, chimiche e immunologiche in grado di causare le perdita di funzionalità e l’emergere di lesioni fisiche. Non sembra quindi illogico supporre che la percezione di gravi traumi e minacce alla propria integrità, possa causare la perdita temporanea di connessioni e di dotazioni fisiche presso le strutture primarie in cui si incentra la percezione stessa. Quelle stesse strutture che, se osservate nel corso dell’erogazione dell’EMDR, dimostrano un recupero di dimensioni ed arricchimento di connessioni neurali. Sarebbe interessante eseguire una misurazione sulla perdita di dotazioni e connessioni nella fase in cui si eroga il trauma. Ciò non richiederebbe necessariamente una sperimentazione alla Mengele in quanto è noto che anche la volontaria sottoposizione a sollecitazioni intense ma stimolanti esercita analoghi tipi di trauma sul sistema psichico; lanci col paracadute, giochi virtuali, etc.. Tuttavia sembra poco interessante approfondire questo tipo di verifica a beneficio invece d’altre misurazioni che riescano a rilevare l’arricchimento strutturale e connettivo che dovrebbe avere luogo nell’ambito delle strutture escluse dall’omeostasi sotto l’azione di esercizi e sollecitazioni promosse su strutture con esse in genere correlate negli organismi ‘normali’ secondo le classificazioni ‘scientifiche’ della medicina. Ad esempio esaminare la crescita di capacità delle ghiandole insufficienti sotto l’azione di provvedimenti terapici EMDR a fronte di specifiche insufficienze funzionali. |