06/01/2012

‘Conoscenza scientifica riduzionista o olista

Gli osservatori della Natura (astrologi/astronomi) sono sempre state intelligenze libere da ogni tipo di riduzionismo intellettuale e consapevoli che la visione olista fosse indispensabile per sperare di penetrare con la propria ragione l’intrinseca unitarietà dei legami che garantiscono la crescita delle molteplicità osservabili ed apparentemente diverse e spesso incompatibili senza dover rinunciare a capire la persistenza del loro innato equilibrio reciproco non controllato dall’uomo che di esso è solo parte intima, seppure intelligente.

Questo popolo di liberi pensatori non è mai stato ristretto agli scienziati di professione ma è aperto a tutti coloro che non se ne escluda rifiutando, con atto settario (dogmatico), l’esistenza del trascendente per ridursi ad idolatrare il riduzionismo scientista. Un atto dogmatico che sostituisce la ragione come mezzo per la conoscenza con la Ragione come fine ultimo; tutti possono essere liberi pensatori se non rinnegano, senza prova, il trascendente che tutto ha generato dal Caos primordiale e tutto animerà fino alla fine ultima (escatologica) del mirabile ordine osservabile – inizio e fine legati tra loro da un filo logico e mai totalmente penetrabile (una sola cosa so, di nulla sapere) dalla pura conoscenza scientifica umana ma esistente come trasparisce dalla graduale crescita dell’ordine naturale a costruzione del disegno intelligente che lo anima.

Tra i più famosi liberi pensatori figurano nella Storia Isaia, Giovanni, Galileo, Einstein, Bohr, Dirac e Prigogine.

La rubrica propone di riflettere in questo periodo festivo sulle profonde illuminazioni che hanno ispirato la visione di Giovanni sulla genesi ed il futuro del mondo illustrando il significato dell’evento storico (il Natale) - annunciato da Isaia e, dopo di lui, dall’altro Giovanni – ed il suo significato in una visione olista dello sviluppo della Storia Universale in cui l’uomo riveste grandi responsabilità commisurate alla sua enorme libertà. Il significato del cristianesimo come fonte primaria della civiltà ‘Occidentale’ in continuità ed a completamento della visione ebraica e di quella greca della stessa civiltà umana destinata a svilupparsi nel futuro come intima compatibilità e sinergia tra fede e ragione in un percorso di costruzione interminabile e graduale della cattedrale del Sapere (dare un sapore alla conoscenza) nella rivelazione del progetto innato di crescente ordine presente nell’intera natura animata ed inanimata; il disegno intelligente.

Dice Giovanni “in principio era il verbo, e il verbo era presso Dio e il verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta.”

Nello stesso caos primordiale del big bang esisteva un preesistente elemento di ordine sintetizzato nel verbo che è l’espressione dell’intelligenza razionale che ha separato la luce dalle tenebre passando dall’ordine più caotico fondato sull’uno non diversificabile, alla dualità di luce e tenebre che duplicò quel caos iniziale raddoppiandone la molteplicità in quelle due differenze tra loro distinguibili e quindi ordinabili sul piano logico. La Ragione preesistente al caos ne avviò la fine dando l’avvio ad un processo di graduali aumenti di diversità distinguibili e catalogabili verbalmente da parte della ragione fino alla separazione delle acque dalla terra e via via fino a tutte le specie ed alla loro crescente evoluzione o classificabilità scientifica in costruzioni esprimibili in un ordine enciclopedico ‘verbalmente’ crescente. Fino alla nascita dell’uomo dotato di mente e di libertà sulla cui base egli è riuscito ad arricchire la Natura di diversità ulteriori in termini di molteplicità ‘razionali’ disciplinari fisiche e metafisiche; le civiltà umane – che spesso sono in conflitto ed incompatibili.

Dice ancora Giovanni “Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui …. e il verbo di Dio di è fatto carne e venne ad abitare in mezzo a noi …”

Ciò ci rivela che l’insieme di grumi di stelle che compongono ogni uomo nel suo complesso sistema psico-neuro-endocrino-immunologico è dotato di una luce di trascendenza che preesiste la materia di cui egli è composto e che prosegue a garantirgli una crescita di ordine sia per la sopravvivenza fisica sia per la crescita in conoscenza razionale che ricostruisce ciò che la Ragione creatrice di Dio ha concepito come evoluzione del mondo in un organico disegno intelligente. Ci dice che l’incarnazione della luce divina nella storia umana è stata preannunciata da Isaia e Giovanni per informare l’uomo sulla sua innata dote di trascendenza; Cristo che è in ciascuno di noi sin da prima che l’uomo uscisse dagli animali dell’oceano e che questo venisse diviso dalla terra.

Dice ancora Giovanni “Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio nessuno l’ha mai visto ….”

Ciò ci rivela che anche nella evoluzione della storia umana esiste una continuità di ordine crescente che da organicità alla costruzione della vera conoscenza olista della Natura; una conoscenza che non mutila in modo prevenuto l’unitarietà esistente – anche se nascosta – tra le civiltà che si sono succedute grazie all’uso dell’intelligenza costruttrice di conoscenze fisiche e meta-fisiche. Ci viene anche rivelata la ragione per cui la crescente unitarietà della conoscenza umana dovesse essere arricchita di un apporto di luce indispensabile ai grumi di materia che compongono l’uomo intelligente per consentirgli di superare gli stessi limiti delle sue differenze culturali; la civiltà ebraica aveva costruito un ordine fondato su una rivelazione di trascendenza connessa al privilegio, quello di appartenere al popolo che obbedisce alla Legge mosaica. Ciò aveva permesso alla civiltà ebraica di creare i prerequisiti per l’ulteriore abbattimento della divisione tra civiltà umane rese tra loro incompatibili da due elementi; le scienze greche (filosofia, politica, medicina, fisica, matematica) e quelle metafisiche (teocrazie idolatre ed ebraismo). In quel preciso momento la storia umana era matura per un evento straordinario che sarebbe stato compreso e si sarebbe diffuso universalmente per abbattere anche tra le civiltà il muro del ghetto che distingueva in modo privilegiato gli uomini appartenenti a Israele e chi non ne faceva parte. L’evento fu la nascita di Gesù dalla stessa israele ai margini di un impero che aveva già integrato la massima conoscenza umana sull’ordine naturale – la Grecia – e la massima conoscenza meta-fisica – Israele. Roma era aperta sia nei confronti della conoscenza greca sia nei confronti di quella mosaica.

L’annuncio dell’evento storico della nascita di Gesù è certamente situato nella storia umana ed ha quindi un senso analizzabile in modo riduttivo dalla ragione sullo stretto piano delle scienze fisiche (storia, sociologia, filologia, linguistica, antropologia, psicologia, etc.), ma oltre a quello l’incarnazione del verbo ha un senso ‘soterico’ (di rivelazione della verità più completa cui si riferisce Giovanni).

Il significato esoterico è proprio della ragione applicata alle scienze meta-fisiche ed è animata dall’innata aspirazione dell’uomo alla trascendenza dell’osservazione dei soli fenomeni per cercare di capirne le possibili motivazioni ‘ulteriori’ che realizzano lentamente il disegno intelligente.

La lettura esoterica dell’evento kerigmatico – incarnazione, morte, risurrezione – esamina anch’essa l’evento storico ma non si limita a esso per tentare di darne un più particolare significato tra i tanti eventi storici che lo hanno preceduto, che lo hanno preannunciato e che ne verranno illuminati d’una nuova luce di maggiore verità capace di saldare l’evoluzione della Storia in un’unica rivelazione del disegno intelligente e della sua graduale costruzione dell’ordine lungo la storia delle civiltà in costante e reciproco conflitto senza accettare alcuna riduttiva esclusione di eventi ‘estemporanei’ dalla loro organica partecipazione all’unicità dello sviluppo naturale che è tutta coinvolta dall’avvento di ogni singolo e più marginale evento – come è anche accettato dalle scienze fisiche che mirano a costruire una teoria unitaria dell’universo.

La lettura esoterica del kerigma infatti accetta ogni aspetto messo in evidenza dalle scienze fisiche rispetto a ogni evento, anche in relazione a quello che ha stabilito la svolta universale del calendario, ma pone la sua ulteriore attenzione all’uomo che, colla sua storia individuale (l’evento karigmatico) risulta essere elemento centrale ed imprescindibile che attribuisce significato a tutto l’evento; Gesù di Nazareth.

Inoltre la lettura esoterica rivela la continuità e la centralità di quell’uomo e di quell’evento tra tutti gli altri innumerevoli eventi generati in modo inconsapevole e riduttivo dall’uomo nel corso della storia umana che così intensamente informano di sé tutto l’ambiente che lo circonda rispetto al quasi banale evento nascita, morte e risurrezione di Gesù.

Se l’uomo ha un ruolo peculiare e centrale nella conoscenza e in ogni evento della sua gestione manipolativa della natura, se ne deve poter fornire una lettura olista delle conoscenze e dei comportamenti capace di illuminare le compatibilità e ridurne le discrasie nei confronti della evidente, grande costruzione di ordine sviluppatasi a partire dal caos primordiale – senza darne letture illogiche ed irrazionali alla luce di casuali sinergie tra eventi stocastici in senso non distruttivo lungo la storia millenaria umana ma ultra miliardaria dell’universo.

Anche quell’uomo, la sua storia, la sua collocazione così marginale e quell’evento così banale del kerigma che egli espresse opposto alla sua tanto rapida diffusione tra le genti ed ai suoi effetti così dirompenti nella storia umana devono poter ricevere una lettura esoterica che ne giustifichi il senso rispetto alla crescita della civiltà in termini di universalizzazione della conoscenza umana al di la delle apparenti disomogeneità che hanno arricchito la cultura senza unificare la convergenza delle diversità verso una Verità di conoscenza che la ragione umana non riesce a garantire tramite le sole scienze fisiche ma che è innata in ogni essere umano e che la lettura meta-fisica degli eventi riesce a suggerire; Cristo ha abbattuto il ghetto di israele estendendo all’intera umanità il diritto di cittadinanza al di la dell’obbedienza alla Legge di Mosè, ha abbattuto i limiti tra scienza greca e metafisica ebraica fondendo le due conoscenze in un’unica conoscenza superiore e ne ha permeato tutto l’Impero di Roma avviando la civiltà greco-romana-cristiana (‘Occidentale’) che, nei secoli successivi ha conquistato a se l’intero globo diffondendo oggi con la globalizzazione un unico modello di convivenza fraterna tra razze, culture e civiltà diverse incarnando i valori cristiani nella rilettura di altre fedi tutte ispirate dal desiderio di trascendenza e di Verità ultima innato nella mente e nello spirito umano.

La lettura esoterica cerca di leggere anche l’evento iniziale (Big Bang) come un Fiat Lux che avviò la crescita spontanea del crescente ordine guidandone l’evoluzione fino alla fine dei tempi (escatologia o palingenesi).

Anche qui Giovanni è stato un iniziato particolarmente significativo.

“All’inizio era il verbo ….”.

La luce separata dalle tenebre ed il procedere dell’ordine in una successione di distinzioni crescenti dal caos primordiale fino ad originare da quei due soli elementi intrinseci ad esso l’essere umano dotato di ragione assume un senso che attribuisce centralità e responsabilità all’uomo tra gli stessi elementi aggregati in modi diversi rispetto al complesso sistema psico-neuro-endocrino-immunologico costruito di micro-cellule e di particelle identiche ed integrate intimamente col resto dei sistemi ad esso esterni in Natura.

La responsabilità centrale assegnata all’uomo non risiede più nei tanti grumi di frammenti stellari che ne compongono il complesso sistema PNEI ma nella sua capacità di usare la ragione che si esprime col verbo della conoscenza, seppure riduzionista, pur di cercarne letture oliste che possano illuminare l’evoluzione come trascendenza della pura attualità degli eventi e delle civiltà verso un sistema sempre più complesso ma ordinato nella costruzione della Cattedrale che non sarà mai realizzata se si esclude la palingenesi dell’uomo della Civiltà e della intera Natura verso un’unione con la Luce originaria da cui tutto ha preso avvio.