MIME-Version: 1.0 Content-Location: file:///C:/628BB0C1/Foglio22-11-2005Democibernetica.htm Content-Type: text/html; charset=us-ascii Content-Transfer-Encoding: quoted-printable Perché il progetto di mettere on line i libri dovrebbe chiama= rsi Nuova Atene e non Nuova Alessandria

 

 

Perché il progetto di mettere on line i libri dovrebbe chiamarsi Nuova Atene e non Nuova Alessandria

 

Di Carlo Pelanda (22-11-2005)

=  

=  

Le cr= onache riportano l’accelerazione di progetti per mettere su Internet i libri= . Fiocca la scenaristica dedicata: come farci i soldi, g= estire i diritti d’autore, determinare il valore di accesso ad un libro on line, ecc. Ma i più non si accorgono che sarebbe a rischio di fallimento il costruire solo una grande biblioteca elettronica, “orizzontale”. E questa rubrica si pente di aver chiamato ambiguamente “New Alexandria” lR= 17;idea quando fu vagheggiata. Il progetto ha senso econo= mico se punta alla generazione di una  rivoluzione cognitiva di mas= sa, cioè se definisce in modo “verticale”, e sistemico, il proprio scopo e valore. Ricapitoliamo e riscenarizziam= o. Ci sono quattro tipi di informazione su testo: (= 1) notizie; (2) emotiva (romanzi); (3) operativa (manualistica); (4) cognitiva= (scienze). Il primo la tratta in modo tale che sia accessib= ile al pubblico più vasto. Il secondo la specializza, ma in relazione ad un gusto e non ad una competenza. Il terzo insegna ad applicarla, ma senza ric= hiederne il pieno dominio cognitivo. Il quarto tratta questo, ma con linguaggi selettivi. La migrazione dal supporto cartaceo a quello elettronico dell’informazione ne permette un accesso istantaneo, totale e una gestione ricombinante. Il cui maggior potenziale generativo è l̵= 7;accesso non-selettivo al quarto tipo di informazione. Perché? L’informatizz= azione, per esempio, mi permette di studiare una scienza con l’ausilio di un sistema esperto che adatta i testi all’apprendimento, permettendo il dominio di quel linguaggio speciale in poco tempo. In sintesi, la persona s= olo istruita potrà diventare anche scienziato. La ri= organizzazione dello scibile può essere orientata per aumentarne gli accessi. Il business? Una popolazione globale  cognitivamente= dotata consumerà prodotti più evoluti e saprà maneggia= re più tecnologia. Ciò incrementerà la produttività= ;, promettendo più crescita senza inflazione, l’economia della conoscenza. Questo dovrebbe essere l’aumento di capitale generato da = New Alexandria su cui parametrare i business settoriali. Ma il mercato non = vede tale schema di remunerazione e non ci investir&a= grave; sopra, spontaneamente. Ci vuole una leva direzionalizz= ante non di mercato, politica. Per esempio, generare un obie= ttivo di “terza fase” per la rivoluzione democratica. Questa è definibile come trasferimento dai pochi ai molti di facoltà. Prima fase: del potere politico. Seconda: della ricchezza. Terza: del potere cognitivo. Tale aggancio co-evolutivo tra rivoluzioni democratica e tecnologica fornir&agrav= e; il valore economico alla seconda. Per questo il progetto va chiamato Nuova Ate= ne o Democibernetica.  

Carlo= Pelanda