MIME-Version: 1.0 Content-Location: file:///C:/2A6246C9/Foglio23-9-2004CIAAinfitraticercansi.htm Content-Transfer-Encoding: quoted-printable Content-Type: text/html; charset="us-ascii" Pochi giorni fa il nuovo direttore della Cia, Goss, durante le audizioni parlamentari finalizzate ad approvarne la nomina, ha affermato ch= e ci vorranno almeno 5 anni per ottenere una vera capacità di penetrare – con informatori ed agenti sotto copertura

 

 

CIAAA: infiltrati cercansi, per favore in fretta

 

Di Carlo Pelanda (23-9-2004)

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 Pochi giorni fa il nuovo direttore = della Cia, Goss, durante le aud= izioni parlamentari per confermarne la nomina, ha affermato che ci vorranno almeno= 5 anni per ottenere una vera capacità di penetrare – con informa= tori ed agenti sotto copertura -  la rete di jihadisti che fa riferimento ad al Qaeda. Lo stesso fu de= tto da Tenet, direttore precendente, ma si pensò= ; che volesse nascondere al nemico una maggiore capacità, in atto. Goss sta facendo una cosa del genere – una raff= inata “deception” - oppure lui e Tenet hanno detto la verità? I membri della Intelligence Commu= nity statunitense, pur tirandosi coltellate e malevole spifferate tra loro ̵= 1; specialmente ora che è in discussione la creazione di un superboss c= he dovrebbe coordinare 15 agenzie abituate ad essere monarchie assolute – tacciono verso l’esterno perché questa è la regola del mestiere. Ma in alcuni think tank civili, non solo americani, che interagiscono con tale = comunità la questione è diventata il tormentone del momento. Con punte di irriverente sarcasmo: “dopo che la prima bomba nucleare o simile sarà esplosa negli Usa o in Europa Goss affermerà che finalmente la capacità è stata raggiunta, non è possibile che sia vero”. Oppure: “ se è vero, facciano outsourcing chiedendo agenti in prestito, per esempio, al Mossad per tamponare il buco”. Cosa che ha scaten= ato un altro tormentone: “ ma il Mossad non &egr= ave; più quello di un tempo”. Altri: “no, l’Istituto ha voluto farlo credere proprio per nascondere un aumento delle capacità clandestine”. In sintesi, in tale materia o si è dentro le cose o non si può dire nulla di sensato. Ma la questione è troppo succosa e questa rubrica ha tentato comunque un’analisi esterna. Clinton vietò infiltrazioni perché l’agente, per accreditarsi c= on i terroristi, avrebbe dovuto compiere dei crimini con denaro pubblico statunitense. Così, nel 1996, quando firmò l’ordine di uccidere Osama bin = Laden, il gruppo di 25 analisti della CIA dedicati al= compito non seppero dire dove costui fosse alle truppe speciali in attesa. Più esilarante, nel 1998 lo = si individuò in una fattoria in Afghanistan, ma senza un infiltrato che= lo “illuminasse” con precisione l’azione rischiava di far ma= le a donne e bambini nei dintorni. E fu sospesa. Poiché nei tre anni successivi non pare che tale situazione sia cambiata, è molto probabile che Tenet e = Goss abbiano detto una verità almeno parziale: la Cia è in ritardo sul piano d= ella capacità infiltrative, “humint”. Non facile da cost= ruire, battute a parte, per la natura blindatissima della rete jihadista. Cosa si potrà fare per colmare tale gap? = Il concorso di idee è aperto.

Carlo= Pelanda