Gent.
Mo Dott. Pelanda, La
ringrazio per il chiaro e semplice articolo da Lei pubblicato su “Il
Giornale” di lunedì 16 luglio. La ringrazio per due motivi: 1
– ci dice di avere ereditato questo pensiero da Suo nonno. Io ho 35 anni
e il mio cuore batte sempre più forte per le vivaci idee di mio papà,
questo mi causa spesso sensi di colpa perché si dice che i giovani di
oggi non hanno idee loro. 2
– Grazie
al Suo articolo mi sento come una che tutti volevano far sembrare matta ma
che alla fine scopre che tanto matta non è. L’Italia
è il mio paese, la mia gente, la mia lingua e soffro a sentirne parlar
male, vorrei tornare ad esserne orgogliosa. Dica
Lei ora, Che fare? Aspettiamo
fiduciosi e siamo in tanti, tantissimi. La
saluto cordialmente, Sara
Marelli |